Tra congiunzioni planetarie, sciami meteorici ed il solstizio, il cielo di giugno, con le sue notti brevi e calde, sarà caratterizzato da numerosi avvenimenti che ci terranno con il naso all'insù: complice il bel tempo, che dopo molte esitazioni è tornato a splendere sul Paese, sarà un'ottima occasione per trascorrere le ore serali all'aria aperta, approfittando del fresco. Senza dubbio, il fenomeno che meriterà maggiore attenzione si verificherà domenica 23 giugno quando la luna piena mensile si tingerà dei colori del rosa, apparendo lievemente più grande di quanto normalmente accade: questo mese, infatti, il nostro satellite naturale raggiungerà il punto di minima distanza dalla Terra e sarà illuminata in maniera leggermente diversa, in una particolare ed incantevole combinazione che è possibile osservare circa una volta all'anno.

Un fenomeno astronomico che si fa notare ma certamente non raro – Come è facile intuire dalla frequente ricorrenza con cui è possibile assistere a tali eventi, la Super Luna di per sé non presenta alcun aspetto di eccezionalità: effettivamente la Luna, mentre percorre la propria orbita ellittica, viene necessariamente a trovarsi nell'arco di un anno al suo perigeo, ossia nel punto più vicino al Pianeta; tant'è che il prossimo incontro ravvicinato è previsto per agosto del 2014. A variare, però, sono le distanze che possono rendere tale allineamento di particolare impatto visivo: domenica, ad esempio, la Luna si troverà a circa 356.991 chilometri dal Pianeta, diverse decine in meno rispetto agli abituali 384.400. Ma non si tratterà di una vicinanza da record, come quella sfiorata il 19 marzo del 2011, quando Satellite e Pianeta si trovarono a circa 356.577 chilometri di distanza, consentendo all'occhio umano di percepire con una certa importanza la differenza. Anche per quanto riguarda la colorazione, in realtà, il fenomeno non sarà particolarmente rilevante: un lieve pallore contraddistinguerà la Luna piena di domenica, lasciando il posto alle tonalità del rosa che sostituiranno la luce rossastra che tinge normalmente il satellite argenteo quando il Sole sorge o tramonta.

I timori provenienti dal cielo – Insomma, l'attrazione che esercita sugli osservatori la Super Luna può essere spiegata più in base al fascino che l'evento reca con sé piuttosto che per i suoi effetti visibili: e questo è ancor più vero se si riflette su quanto le Super Lune degli anni scorsi abbiano fornito occasioni per le immancabili speculazioni catastrofiste sul web. Nel 2011, ad esempio, la Luna raggiunse il suo perigeo appena pochi giorni dopo i terribili eventi verificatisi in Giappone: tra terremoto e tsunami, fu un rincorrersi di spiegazioni acrobatiche che collegavano il vicino transito lunare al devastante sisma ricordato come il più potente mai registrato in Giappone, similmente a quanto accadde con il maremoto dell'Oceano Indiano nel 2004. L'anno successivo, la Super Luna si verificò nella notte tra il 5 e il 6 maggio, in anticipo di pochi mesi rispetto a quello che doveva essere "l'evento dell'anno", preannunciato da una fantomatica profezia Maya che vedeva il mondo distrutto entro il 21 dicembre del 2012: le attese di mega-terremoti e maree perfette furono vane. Forse sarà stata "l'amara delusione" di quel giorno trascorso nella piena ordinarietà per il Pianeta ma, al momento, non compaiono all'orizzonte teorie apocalittiche pronte a mettere il relazione un fenomeno ordinario con contingenze straordinarie.

Un nome prestato dall'astrologia – Va ricordato in questa sede come il nomignolo Super Luna non sia (lo si arguisce facilmente) di provenienza scientifica, bensì un prestito derivante dall'astrologia: fu, infatti, l'americano Richard Nolle a ribattezzare così il fenomeno nel 1979. Gli astronomi si riferiscono alla Super Luna chiamandola semplicemente perigeo-sizigia, dove perigeo indica la vicinanza al nostro Pianeta e sizigia si riferisce all'opposizione del nostro Satellite al Sole, rispetto alla Terra. In ogni caso, l'importante sarà godere dello spettacolo che, se non sarà uno dei più straordinari, meriterà comunque un occhio di riguardo, se non altro per la bellezza che la "Casta Diva" sa regalare in queste notti brevi e calde.