Dopo i due anni di riposo e la ripartenza che lo vede ancora più potente di prima, il Large Hadron Collider potrebbe stare per regalare una sorpresa del tutto inattesa. I due esperimenti che nel 2012 hanno portato alla tanto sospirata individuazione del bosone di Higgs, Atlas e Cms, avrebbero infatti intravisto qualcosa di interessante: una nuova particella, forse, sempre un bosone ma non necessariamente simile all’Higgs, con una massa che equivarrebbe a circa sei volte quella della elusiva particella prevista dal modello standard e cercata per decenni. O magari no.

Una particella o un “abbaglio”?

Occorre frenare qualsiasi entusiasmo (purtroppo): quello che è stato individuato potrebbe essere il frutto di una coincidenza poiché, al momento, la significatività statistica è veramente molto bassa. Diciamo che, per il momento, si sa che i due esperimenti avrebbero rilevato un eccesso di coppie di fotoni a energie di circa 750 giga elettronvolt tra i prodotti delle collisioni tra protoni: la fonte sono i dati diffusi lo scorso martedì 15 dicembre, quando sono stati presentati i primi risultati della fase due di LHC, potenziata a 13 teraelettronvolt anziché 8. Si tratta comunque di eccessi molto piccoli che, tuttavia, sono stati notati da entrambi i gruppi: qualora ci si trovasse realmente di fronte al decadimento di una particella fino ad oggi sconosciuta, il valore dell’energia registrata lascerebbe pensare a qualcosa di più pesante del bosone di Higgs. Ma bisognerà attendere il 2016 per sapere se abbiamo a che fare realmente con la prova dell’esistenza di un nuovo fenomeno o con una fluttuazione statistica dei dati priva di conseguenze.

Vacanze di Natale per LHC.

Intanto l’acceleratore più grande del mondo si accinge a rispettare un fermo tecnico previsto già da tempo e, dunque, ha diritto ad una nuova pausa, questa volta più breve, in attesa di riprendere a lavorare a marzo. Durante questo intervallo al CERN si assisterà ad una novità nella direzione (anche questa già prevista da tempo): a partire dal primo gennaio 2016, infatti, Fabiola Gianotti entrerà in carica come direttore generale. La scienziata italiana subentra a Rolf Heuer, alla guida del CERN negli ultimi sette anni; anni fondamentali, durante i quali ha avuto luogo la scoperta che, dopo anni e anni di ricerche, ha fruttato un premio Nobel al fisico Peter Higgs. Proprio Fabiola Gianotti, già coordinatrice e portavoce dell'esperimento ATLAS, aveva dato l'annuncio, nel luglio del 2012, della prima osservazione effettuata di una particella compatibile con il bosone di Higgs assieme al portavoce dell'esperimento Cms Joseph Incandela.