I cani da guardiania, insieme a specifiche recinzioni, sono l'unica vera soluzione sostenibile e rispettosa possibile che qualsiasi allevatore dovrebbe prendere in considerazione quando si tratta di proteggere il proprio gregge dai lupi. Con l'aumento del numero di lupi in Italia, la convivenza con l'uomo è diventata complessa: negli anni il territorio dei predatori si è ridotto in seguito alla nostra espansione e così come è diminuito il numero di cani da guardiania un tempo impiegati proprio per proteggere il gregge. Da Trento arriva la notizia di un progetto interessante che mira proprio al ritorno ‘alle origini' della convivenza in questo contesto. Di cosa si tratta?

Cani, lupi, gregge e allevatori. Una risposta intelligente arriva dal progetto europeo “Farmers&Predators” di Almo Nature che è composto da due precise azioni: da un lato “Reduce The Conflict” e dall'altro “A Possible Alliance”. Il fine del progetto è quello di armonizzare il rapporto tra natura selvatica e allevatori così da rendere la biodiversità un’occasione per migliorare la qualità della vita degli allevatori e degli animali. Ma come?

Cani ‘lavoratori'. Se è vero che le tecnologie moderne vengono in aiuto degli allevatori con recinzioni elettrificate, è altrettanto vero che l'impiego di cani da guardiania sia il metodo più efficace per ‘scacciare' i predatori. Si tratta di cani, in particolare maremmani abruzzesi, che, confondendosi nel gregge, riescono con abilità e lavoro di squadra ad allontanare i lupi durante le loro battute di caccia. Nello specifico, il progetto in questione vede la collaborazione di 26 cani da guardia, adulti e cuccioli, tra cui 25 pastori maremmano abruzzesi, che difendono le greggi di pecore e vacche, e 1 San Bernardo, che protegge il vigneto e il raccolto. Questi cani lavorano in 8 diverse aziende agricole, quelle che stanno cioè aderendo all'iniziativa e si tratta de: l’Agriturismo Malga Riondera di Ala, Azienda Agricola Viola Bruno a Predaia, l’Agriturismo Maso Pertener a Comano Terme, l’Azienda Maso Eden a Vigo Cavedine, l’Azienda Agricola Paolo Chistè e l’Azienda Agricola Grosselli Lino a Madruzzo, l’Azienda Agricola Zanoni Ivan a Cloz e l’Agritur Maso Lena a Predazzo.

Perché partecipare al progetto. Le associate dell'Associazione per la Difesa del Patrimonio Zootecnico dai Grandi Predatori, una realtà del territorio che è nata proprio per valorizzare e divulgare il lavoro svolto dagli allevatori nel campo della prevenzione dai grandi predatori, collaborano con Almo Nature, l'azienda di pet food, dalla quale ricevono il mantenimento alimentare gratuito proprio perché parte di questo progetto: stiamo parlando di 500 grammi di cibo al giorno per ogni cane.

La convivenza uomo-lupo è possibile e passa attraverso i cani per questo è importantissimo ricordarsi che esistono razze il cui compito è proprio quello di occuparsi della guardia del gregge e che, per questo, devono essere impiegate.