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Vita su Marte forse in cinque dei 24 laghi antichissimi scoperti da italiani sul Pianeta Rosso

Un gruppo di ricercatori italiani ha identificato 24 laghi antichissimi su Marte, cinque dei quali potrebbero essere adatti alla vita. La scoperta è importantissima e ha visto l’analisi di diversi bacini profondi oltre 4.000 metri che dimostrerebbero l’abbondanza di acqua sul Pianeta Rosso miliardi di anni fa: ecco cosa c’è da sapere.
A cura di Zeina Ayache
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Su Marte ci sono cinque bacini che potrebbero aver contenuto non solo acqua in passato, ma che hanno le caratteristiche necessarie per ospitare la vita, la conferma arriva da parte dei ricercatori italiani che, in realtà, hanno identificato ben 24 possibili laghi che, 3,5 miliardi di anni fa, contenevano acqua. Vediamo insieme i dettagli di questa scoperta.

24 laghi antichissimi. Gli esperti spiegano di aver analizzato diversi crateri profondi, bacini, nelle regioni equatoriali settentrionali che, a loro avvisano, mostrano segni convincenti che in passato esistevano su Marte grandi quantità di acqua su scala planetaria. In totale, gli esperti si sono soffermati su 24 bacini, profondi almeno 4.000 metri, cinque dei quali caratterizzati dalla presenza di sedimenti sul fondo ricchi di minerali compatibili con l’ipotesi della vita, come smectiti ricche di magnesio, serpentino e minerali di ferro-idratato. Ovviamente però non è ancora certo che ci fosse vita su Marte, per ora abbiamo la conferma di presenza di acquaio passato. Dalle ricerche effettuate, è emerso che 15 dei 24 bacini analizzati, mostravano tracce di delta di fiumi

E non finisce qui. La scoperta di questi siti di scarico delle acque sotterranee su scala planetaria suggerisce un legame tra il presunto oceano marziano e varie configurazioni di depositi sedimentari che si sono formati in seguito a fluttuazioni delle acque sotterranee durante il periodo Esperiano, cioè tra i 3.500 e 1.800 milioni di anni fa. Le nuove scoperte italiani dovrebbero dunque rappresentare un nuovo passo verso le future missioni di esplorazione poiché potrebbero fornire le prove di condizioni adatte alla vita.

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Analisi di immagini. Per giungere a queste conclusioni, gli scienziati italiani hanno analizzato i dati racconti da High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE), Context Camera (CTX), High Resolution Stereo Camera (HRSC) e dal Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA) che mostrano immagini di avvallamenti, delta, canali, terrazze, collassi gravitazionali con comportamento plastico, ventilatori alluvionali e canali riesumati.

Lo studio, intitolato "Geological evidence of planet‐wide groundwater system on Mars", è stato pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research-Planets e vede la collaborazione del ricercatore Francesco Salese, italiano che lavora all'Università di Utrecht, e  dei ricercatori Monica Pondrelli e Gian Gabriele Ori dell'Università Gabriele D’Annunzio di Pescara.

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