“Una crosta di pizza cruda traballante”, così è stata definita la Via Lattea dagli scienziati che ne hanno creato il modello 3D più accurato. Vediamo insieme come gli esperti siano riusciti a creare questa mappa in 3D e cosa ci svela della Via Lattea che non sapevamo.

Credit: Università di Varsavia
in foto: Credit: Università di Varsavia

Un’immagine della Via Lattea sbagliata. La maggior parte di noi è abituata ad immaginarsi la Via Lattea come una spirale piatta, così è stata mostrata nei libri di testo per anni. In tempi più recenti, tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che la nostra galassia non è affatto piatta, anzi, dichiarano gli esperti, “è più simile a una crosta di pizza cruda traballante che è stata lanciata in aria”.

Più traballante del previsto. Gli scienziati dell’Università di Varsavia hanno scoperto però che in realtà è ancora più traballante del previsto. E lo hanno capito grazie alla loro mappa in 3D realizzata utilizzando i dati dell’Optical Gravitational Lensing Experiment (Esperimento lente gravitazionale ottica), un progetto della loro università.

Scoperto grazie alle stelle Cefeidi. Nello specifico, gli esperti si sono concentrati sui dati riguardati le stelle Cefeidi che pulsano con regolarità e luminosità, insomma la loro luminosità può essere calcolata e comparata con la luminosità di quelle che vediamo dalla Terra e questo ci permette di misurare quanto siano distanti da noi. I 2.431 dati raccolti dalle Cefeidi sono stati elaborati dagli esperti che li hanno utilizzato per creare questa mappa in 3D della Via Lattea, per lo meno dalla prospettiva di queste stesse. Il modello ottenuto è il primo ad essere stato creato da misure dirette delle distanze delle stelle, quindi è il più preciso che abbiamo ad oggi.

La Via Lattea non è piatta. La mappa in 3D ottenuta dimostra insomma che la Via Lattea non è piatta, anzi diventa meno piatta man mano che si allontana dal sole e la sua deformazioni potrebbe essere stata causata dall’interazione con altre galassie, materia oscura o gas intergalattico.

Lo studio, intitolato “ A three-dimensional map of the Milky Way using classical Cepheid variable stars”, è stato pubblicato su Science.