Tra tutti i candidati attualmente presentati, quest'ultimo vaccino antiinfluenzale è considerato il più plausibile poiché è in grado di proteggerci dalla maggior pate dei ceppi influenzali diffusi. La conferma arriva dalla University of Pennsylvania che, attraverso uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, ci spiega come sia possibile.

Un vaccino ‘speciale'. I vaccini stagionali vengono utilizzati per ridurre i potenziali rischi dell'influenza, in particolare per soggetti più deboli come bambini ed anziani, ed ogni anno permette di limitare milioni di infezioni, migliaia di ricoveri e migliaia di morti. Il vaccino stagionale, da cui il nome, ha però il difetto di dover essere ripetuto ogni anno. Quello universale invece, spiegano gli esperti, oltre a proteggere non solo da un ceppo influenzale, ma da tutti i più diffusi, va somministrato poche volte nell'arco di una vita, un po' come accade per l'antitetanica.

Il vaccino universale. “Questo vaccino – spiegano gli esperti – è in grado di fare cose che la maggior parte degli altri candidati non sono in grado di fare. Ad esempio è stato in grado di suscitare reazioni protettivi nei confronti di una regione che di solito offre un'ampia protezione”.

C'è un però. Il vaccino per ora è stato testato solo sui topi, quindi non sappiamo se effettivamente funzionerà anche per noi. A questo proposito gli scienziati ci fanno sapere che “Se funziona negli umani anche solo la metà di quanto ha funzionato per i topi, allora l'unico nostro limite sarà il cielo”, per i ricercatori, entusiasti per la loro scoperta, questo vaccino potrebbe aiutare tutti quanti a proteggersi dall'influenza.

Come funziona il vaccino. Diversamente dai vaccini anti influenzali annuali, questo universale riesce a stimolare una forte risposta anticorpale che persiste nel tempo più di quanto si aspettassero gli scienziati. Resta da capire se davvero potrà essere utilizzato anche per noi.