Un vaccino contro l'influenza stagionale potrebbe presto diventare realtà ed essere utilizzato anche per contrastare l'HIV. Questo è quanto sostengono i ricercatori dell'Università di Oxford che, attraverso un modello matematico, hanno scoperto il ‘tallone d'Achille' dei virus sul quale concentrarsi per sviluppare un vaccino universale. I risultati della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications, nello studio intitolato “A naturally protective epitope of limited variability as an influenza vaccine target”, vediamo insieme com'è possibile.

Il ‘tallone d'Achille' dei virus. I ricercatori spiegano che il virus dell'influenza è considerato molto variabile, in grado di mutare ed evitare l'immunità sviluppata dagli individui relativamente alla stagione precedente. Però, fanno sapere, allo stesso tempo l'influenza stagionale è considerata dominata da un numero limitato di virus. Questo è un paradosso: l'influenza sarebbe in realtà caratterizzata da solo alcuni ceppi. Attraverso un modello matematico, gli esperti hanno analizzato una lunga serie di virus influenzali scoprendo che in ogni virus ci sarebbero solo alcune parti del virus prese di mira dal sistema immunitario contro le quali possiamo vaccinarci.

Lo studio. In pratica, partendo da un virus dell'influenza che girava nel 1977 e nel 2006, gli esperti sono riusciti a realizzare un vaccino che si è dimostrato in grado di proteggere i topi da un altro virus che circolava invece nel 1934. Secondo gli esperti è dunque possibile creare vaccini universali contro l'influenza, andando proprio ad intevenire su queste aree del virus chiamate ‘epitopo', cioè una parte di antigene che lega l'anticoropo specifico.

HIV e altre malattie. Per quanto si tratti ancora di un vaccino testato in fase pre-clinica, ci sono però buone speranze che possa funzionare. Gli scienziati sono addirittura convinti che quanto scoperto possa essere applicato anche ad altri virus, come quello dell'HIV. Se così dovesse essere, potremmo avere un vaccino universale capace di salvare vite umane e di ridurre i costi. Dobbiamo però aspettare ancora.