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24 Novembre 2020
16:47

Vaccino obbligatorio o no? Quali sono le conseguenze se non si vaccina tutta la popolazione

L’esperta italiana Annalisa Capuano, farmacologo clinico ed esponente della Società Italiana di Farmacologia (SIF) a Fanpage: “Dopo la campagna di vaccinazione Covid del personale sanitario e delle persone più a rischio, dovremo vedere quale sarà la storia naturale dell’infezione: l’immunità di gregge potrebbe arrivare già con questa seconda ondata”.
Intervista a Prof.ssa Annalisa Capuano
Farmacologo clinico dell’Università della Campania "Luigi Vanvitelli" ed esponente della Società Italiana di Farmacologia (SIF)
A cura di Valeria Aiello
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Con almeno tre i vaccini anti-Covid in dirittura d’arrivo – Pfizer-BioNTech, Oxford-Astrazeneca e Moderna -, stiamo per raccogliere il frutto di uno sforzo senza precedenti da parte della ricerca scientifica. La sperimentazione si è svolta nel minor tempo possibile ma non più velocemente di quanto fosse lecito andare, con trial clinici che in pochi mesi hanno arruolato migliaia di persone e gli enti regolatori, come l’Agenzia europea del farmaco (EMA), che stanno facendo le loro valutazioni nel rispetto degli usuali standard di sicurezza ed efficacia. L’avversario da sconfiggere è Sars-Cov-2, un coronavirus che si sta dimostrando particolarmente insidioso soprattutto nelle fasce di popolazione più vulnerabili per le quali, unitamente alle categorie più esposte, da fine gennaio partirà una campagna di vaccinazione che il Ministro della Salute Roberto Speranza ha definito “senza precedenti”. Una questione, quella dei vaccino contro Covid-19, che merita la massima attenzione ma, per cui, ha chiarito il premier Giuseppe Conte, al momento “non c’è un orientamento riguardo all’obbligatorietà”. Ma cosa accadrà se una parte della popolazione non sarà vaccinata? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Annalisa Capuano, farmacologo clinico dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” ed esponente della Società Italiana di Farmacologia (SIF).

Perché, almeno in una prima fase, l’Italia non sta pensando di introdurre l’obbligo di vaccinazione contro Covid-19?

Quando arriverà l’approvazione da parte delle agenzie regolatorie, non ci si preoccuperà tanto di pensare all’obbligatorietà o meno del vaccino ma di vaccinare il personale sanitario, in primis i medici, quindi gli operatori sanitari che sono a stretto contatto con gli eventuali sospetti Covid, e poi le persone più a rischio, come gli anziani che possono sviluppare malattia grave e coloro che presentano contemporaneamente altre patologie. Tra l’altro, almeno nella prima fase, non potremo assolutamente assicurare una copertura vaccinale per l’intera popolazione perché non avremo dosi sufficienti. L’obbligatorietà è quindi un qualcosa di cui per il momento non mi preoccuperei.

Dovremo poi anche capire quale sarà l’evoluzione naturale dell’infezione indotta dal nuovo coronavirus perché l’elevato numero di contagi che si sta verificando in questa seconda ondata pandemica potrebbe di per sé dar luogo a quell’immunità di gregge che si auspica di ottenere con il vaccino. Aspettiamo quindi di vedere cosa accadrà nei prossimi mesi prima di discutere sull’obbligatorietà o meno di questa campagna vaccinale, in accordo con la storia naturale dell’epidemia.

Quali conseguenze potrebbe portare una vaccinazione parziale della popolazione?

Nel momento in cui con la campagna vaccinale saranno protetti sia gli operatori sanitari, che sono chiaramente i soggetti più esposti all’infezione, sia le persone più vulnerabili, avremo già messo al riparo una parte importante della popolazione, compresa quella che ha un maggior rischio di sviluppare una malattia più infausta.

Sarà quindi salvaguardata una fetta significativa della popolazione e resterebbero fuori i soggetti più giovani, che poi sono anche quelli che generalmente superano senza particolari conseguenze l’infezione. In ogni caso, fino a quando non ci saranno sufficienti dosi per assicurare una copertura vaccinale completa, sarà assolutamente necessario rispettare quelle che sono le misure raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dunque indossare la mascherina, lavare frequentemente le mani e rispettare il distanziamento. Così potremo aspettare l’arrivo delle seconde dosi per poi ampliare la campagna di vaccinazione..

Quando saranno disponibili le prime dosi di vaccino, potremo essere sicuri della sua efficacia e soprattutto della sua sicurezza?

Quando le nostre agenzie regolatorie danno un ok all’autorizzazione all’immissione in commercio, vuol dire che i composti sono efficaci e sicuri. Di conseguenza, quando l’Agenzia europea si esprimerà sui vaccini, è perché avrà esaminato in maniera dettagliata tutti quei dati che ad oggi sono a disposizione degli enti regolatori che valutano in ogni momento, step by step, tutto quello che viene fuori dalla sperimentazione clinica. Con l’approvazione definitiva potremo dunque essere tranquilli sia sull’efficacia sia sulla tollerabilità di questi composti.

È poi chiaro che, così come per i nuovi farmaci che vengono autorizzati all’immissione in commercio, quando il vaccino verrà somministrato su larga scala, il suo profilo di efficacia e sicurezza potrebbe variare perché i soggetti sottoposti a vaccinazione (che saranno milioni) potranno essere per qualche caratteristica differenti da quelli arruolati nei trial clinici. È però anche vero che le agenzie regolatorie, e l’EMA in primo luogo, hanno già organizzato programmi di sorveglianza attiva, quindi di monitoraggio intensivo dell’efficacia e della sicurezza della campagna vaccinale che sarà attuata. In tal senso, ho profonda fiducia da questo punto di vista, in particolare davanti a una questione di importanza fondamentale come questa del vaccino. Se l’EMA si esprimerà in maniera favorevole, potremo essere certi dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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