Tra i trentuno candidati vaccini in fase di sperimentazione clinica, la formulazione sviluppata dall’Università di Queensland, in Australia, ha dimostrato di essere sicura e “in grado di fornire una buona protezione da Covid-19”. È quanto affermato dai ricercatori che, in occasione del forum dell’International Society of Vaccines di martedì sera, hanno presentato i risultati dei test condotti su modelli animali.

“È sicuro e protegge sia dal virus sia dai sintomi della malattia”

I dati preclinici hanno indicato che il vaccino è in grado di indurre sia una buona risposta immunitaria sia una marcata riduzione dei sintomi della malattia. “La protezione che abbiamo visto già dopo una singola dose – ha dichiarato il co-responsabile del progetto, Keith Chappel, circa la sperimentazione sui criceti portata avanti nei Paesi Bassi – è stata migliore di quanto ci aspettassimo. La somministrazione di due dosi ha mostrato un ottimo lavoro in termini di protezione sia dal virus sia dalla malattia”. Chappel ha inoltre affermato che la sperimentazione clinica di fase 1 partita lo scorso 20 luglio su 120 volontari, con le ultime 20 persone che hanno ricevuto una dose questa settimana, procede al meglio e “non ci sono assolutamente problemi di sicurezza tra tutti i partecipanti cui il vaccino è stato finora somministrato”.

Diversamente dagli altri vaccini che attualmente si trovano nella fase di sperimentazione clinica sull’uomo, quello sviluppato dai ricercatori australiani è basato su subunità della proteina virale Spike che vengono veicolate mediante la tecnica del “morsetto molecolare” per neutralizzare l’azione infettiva del virus. Questa tecnologia lo pone tra le formulazioni più promettenti per la capacità di poter fungere da piattaforma che potrà essere ricalibrata in caso di mutazioni del virus in futuro. “La risposta immunitaria neutralizzante indotta dal nostro vaccino nei modelli animali – ha aggiunto Chappel – era migliore del livello medio di anticorpi trovato nei pazienti che sono guariti da Covid-19”. Il suo collega, Trent Munro, ha affermato che la somministrazione di due dosi è in linea con le aspettative di un vaccino efficace. “Tutto quello che abbiamo visto finora – ha dichiarato Munro – ci dà fiducia per continuare a spingere in questa direzione”.

Se la sperimentazione sull’uomo darà i risultati sperati, i ricercatori ritengono che la sfida più grande sarà quella di produrre, attraverso la casa farmaceutica CSL (Commonwealth Serum Laboratories) che collabora alla sperimentazione, quantità sufficienti ad un uso su larga scala. “Stiamo lavorando con CSL per garantire che il rendimento della produzione sia il più efficiente possibile e abbiamo piena fiducia che saranno in grado di produrre le milioni di dosi necessarie per proteggere la popolazione australiana”. Gli studi clinici andranno avanti fino a metà 2021 ma, se la sperimentazione continuerà sulla giusta strada, il candidato vaccino potrebbe essere lanciato già all’inizio del prossimo anno per l’uso di emergenza.