Da anni ormai i ricercatori fanno il possibile per riuscire a trovare una cura contro le malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, oggi, dai ricercatori del Baylor College of Medicine, del Texas Children's Hospital e della Johns Hopkins University School of Medicine giungono nuove speranze contenute all'interno dello studio intitolato “Reduction of Nuak1 Decreases Tau and Reverses Phenotypes in a Tauopathy Mouse Model” e pubblicato su Neuron. Il trattamento proposto però non si pone come obiettivo quello di contrastare la malattia, ma quello di prevenirla. Come?

Partiamo con il dire che alcune malattie come l'Alzheimer sono provocate dall'accumulo di alcune proteine nel cervello, queste possono risultare tossiche e causare la degenerazione cerebrale. Una di queste proteine è la Tau. Intervenendo per prevenire l'accumulo della tau, gli scienziati hanno presupposto di poter impedire all'Alzheimer di svilupparsi. Ma come?

Le cellule controllano la quantità di proteine da produrre attraverso altre proteine dette enzimi, per capire quale enzima intervenisse nell'accumulo della tau, gli scienziati hanno inibito 600 chinasi per trovare quello corrispondente e l'hanno identificato con quello chiamato Nuak1, che appunto inibito permette di ridurre i livelli di tau.

Il funzionamento dell'inibizione del Nuak1 è stato testato sui topi, sui moscerini della frutta e su cellule umane ed è risultato efficace nella riduzione dei sintomi dell'Alzheimer, come la degenerazione cerebrale. Siamo di certo ad uno stadio ancora troppo embrionale per poter parlare di cura, ma quanto scoperto getta importanti basi per la realizzazione di farmaci che possano essere assunti per inibire l'accumulo proteico tipico delle malattie neurodegenerative.

[Foto copertina di The Zoghbi lab/Baylor College of Medicine]