Un vaccino già esistente potrebbe rendere la malattia provocata dal coronavirus Sars-Cov-2 meno mortale. Lo osserva un nuovo studio condotto dal team di ricerca della dottoressa Désirée Larenas‐Linnemann dell’Hospital Médica Sur di Città del Messico che riporta i dati clinici di 255 persone vaccinate dall’inizio della pandemia contro parotite-morbillo-rosolia (MMR), di cui 36 hanno contratto l’infezione da Sars-Cov-2.

Questi pazienti, considerati ad alto rischio di infezione perché si prendevano cura di familiari malati, erano più vulnerabili a causa della loro età o per altri fattori, hanno avuto tutti sintomi respiratori minori. Solo un paziente, con asma incontrollato, ha mostrato livelli di saturazione del sangue leggermente più bassi. “Nessun paziente ha sviluppato insufficienza respiratoria al punto di necessitare di ossigeno – ha spiegato la dottoressa Larenas-Linnemann  – Siamo stati sollevati dal fatto che il vaccino MMR, che è comunemente considerata una vaccinazione infantile, sembrava aiutare i nostri pazienti adulti più anziani a superare la tempesta”.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Allergy, hanno indicato che anche i pazienti Covid-19 con fattori di rischio che possono rendere la malattia più grave (ipertensione, diabete, obesità, fumo o asma incontrollata) hanno mostrato sintomi della malattia meno gravi.

Complessivamente, le persone vaccinate hanno sviluppato una forma più leggera di Covid-19, suggerendo il valore del vaccino MMR nel ridurre le complicanze della malattia. L’evidenza conclusiva spetterà a uno studio prospettico randomizzato, quanto recentemente lanciato dal microbiologo Paul Fidel della Louisiana State University che ipotizza una forma di immunità addestrata, un'immunità non specifica indotta da alcuni vaccini attenuati che possono rendere l’organismo più preparato a combattere le infezioni.