Il pralatrexato, un farmaco chemioterapico per il trattamento dei linfomi a cellule T, ha dimostrato di poter bloccare la replicazione del nuovo coronavirus Sars-CoV-2, con un’attività inibitoria più forte dell’antivirale remdesivir. Lo indicano i risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Plos Computation Biology dai ricercatori dell’Accademia delle Scienze, Shenzhen Institutes of Advanced Technology (SIAT).

Gli studiosi hanno adottato una procedura di screening per valutare oltre 1.900 farmaci, identificando le molecole in grado di prendere di mira la Rna polimerasi di Sars-Cov-2, chiamata RdRPp, la proteina virale che, dopo l’infezione, di fatto copia il materiale genetico del virus, permettendo la sua replicazione. Dopo lo screening iniziale, hanno poi testato l’attività inibitoria in vitro, evidenziando che il pralatrexato è in grado di “inibire efficacemente la replicazione di Sars-Cov-2” con un’attività che si è dimostrata più forte di quella del remdesivir nelle stesse condizioni sperimentali.

Il pralatrexato è un inibitore metabolico analogo del folato, approvato negli Stati Uniti per il trattamento di pazienti con linfoma a cellule T recidivante o refrattario – spiegano gli studiosi – . La Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l’autorizzazione nel 2009 nonostante la sua tossicità, pertanto dobbiamo essere consapevoli che l’approvazione da parte dalla FDA non garantisce la possibilità di utilizzo immediato del farmaco contro Covid-19”.

In Europa, del resto, il farmaco ha ricevuto per due volte parere negativo da parte dell’Agenzia dei medicinali (EMA) nell’ambito di due valutazioni condotte nel gennaio e aprile 2012 dal momento che i risultati della sperimentazione non sono stati ritenuti sufficienti a stabilire il suo reale beneficio.  Gli eventi avversi del pralatrexato includono affaticamento, nausea e mucosite – infiammazione e ulcerazione delle mucose che rivestono il tratto digerente.

I ricercatori inoltre hanno osservato che anche un altro farmaco, l’antibiotico azitromicina, ha mostrato di poter bloccare la replicazione virale di Sars-Cov-2. In particolare, l’azitromicina ha inibito in vitro la replicazione di Sars-Cov-2 sia nelle fasi di ingresso del virus nella cellula sia dopo il suo ingresso, suggerendo “che può avere multipli meccanismi di azione”.