Credit: Ciolfi, Giacomazzo (Virgo Collaboration), Kastaun (LIGO Scientific Collaboration).
in foto: Credit: Ciolfi, Giacomazzo (Virgo Collaboration), Kastaun (LIGO Scientific Collaboration).

C’è molto entusiasmo tra gli scienziati di tutto il mondo, a quanto pare la collaborazione tra il LIGO e il Virgo italiano ha portato a nuove importanti osservazioni che potrebbero rappresentare un importante passo avanti per la fisica dei sistemi binari: forse è stato osservato un buco nero che divora una stella di neutroni, vediamo cosa significa.

Un buco nero che divora una stelle di neutroni. Era il 26 aprile scorso quando alle ore 17:22 in Italia, i rivelatori gemelli del Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO) negli Stati Uniti, e l’osservatorio Virgo, in Italia, hanno registrato una serie di onde insolite. Le analisi sono ancora in corso, ma è possibile che quanto rilevato sia stata la fusione tra un buco nero e una stella di neutroni, un evento al quale mai abbiamo assistito fino ad oggi. La collisione, S190426c, potrebbe essersi verificata a circa 1,2 miliardi di anni luce da noi.

Un segnale debole. Gli scienziati stanno ancora verificando i dati perché il segnale registrato è molto debole, come dice il portavoce del LIGO “è come cercare di capire cosa dice una persone in un bar super affollato, può essere difficile comprenderne le parole”.

Due scoperte collegate. Tutto è nato il 25 aprile, quando i rivelatori hanno registrato onde gravitazionali da quello che sembra essere uno scontro tra due stelle di neutroni, il giorno dopo però un’altra fonte è stata rilevata, quella appunto che fa pensare ad una collisione tra un buco nero e una stella di neutroni.

Differenza tra fusione di buchi neri e collisione tra due stelle di neutroni. Gli esperti ci spiegano che quando due buchi neri si fondono tra loro, modificano lo spazio-tempo e producono onde gravitazionale, quando invece due stelle di neutroni collidono, non si formano solo le onde gravitazionali, ma anche luce: questo significa che anche i telescopi sensibili alle onde luminose attraverso lo spettro elettromagnetico possono assistere a questi impetuosi impatti, non solo il LIGO e il Virgo.

Dovremo aspettare ancora qualche giorno per saperne di più.