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Chi di asteroide ferisce, di asteroide perisce. È la lezione che si potrebbe trarre dalla teoria secondo cui l’impatto sulla Terra di un asteroide favorì l’ascesa del regno dei dinosauri, mentre proprio un altro – secondo le ipotesi correnti – avrebbe contribuito alla loro estinzione. Circa 200 milioni di anni fa, infatti, una grande estinzione di massa provocò la scomparsa della metà delle specie animali sulla Terra. All’epoca i dinosauri c’erano già (siamo tra il periodo triassico e il giurassico), ma dopo quell’estinzione di massa, in un arco di tempo piuttosto breve, appena centomila anni, assunsero il “dominio” del pianeta, occupando tutte le nicchie ecologiche per i successivi 135 milioni di anni. Poi, a quanto sembra, un altro grande asteroide caduto nei pressi di quella che oggi è la penisola dello Yucatan, provocò la fine dell’era di dinosauri, 65 milioni di anni fa.

Vulcani o asteroidi?

Nel corso degli anni, diversi paleontologi hanno cercato indizi per risolvere il mistero dell’estinzione di massa alla fine del triassico in diversi siti di scavo sparsi per il mondo, dove si sono accumulati resti di entrambe le epoche precedenti e successive all’evento estintivo. Ora, la squadra di paleontologi guidata da Paul Olsen della Columbia University potrebbe aver trovato sufficienti prove per una nuova spiegazione. Fino a oggi, la teoria dominante chiama in causa l’attività vulcanica: una serie di eccezionali eruzioni vulcaniche per un periodo durato circa 20.000 anni, allorquando il supercontinente della Pangea iniziò a dividersi nei vari continenti che poi avrebbero assunto la forma odierna, avrebbe liberato enormi quantità di anidride carbonica, provocando un effetto serra di gran lunga superiore a quello odierno, con un aumento delle temperature medie di circa 3° C.

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Si può vivere anche con 3° in più, certo, ma alcune estati particolarmente torride avrebbero provocato la morte di diverse specie vegetali, causando l’estinzione di molti dei più grandi animali erbivori. D’altro canto, l’aumento del livello di anidride carbonica avrebbe causato una repentina acidificazione degli oceani, letale per numerose specie marine. Infine, a causa delle polveri scagliate nell’atmosfera, il lungo periodo di riscaldamento globale sarebbe stato interrotto da alcuni anni di freddo intenso, causato da una sorta di “inverno nucleare”, quello che avverrebbe se esplodessero in un breve arco di tempo buona parte delle testate atomiche mondiali: le ceneri spinte negli strati alti dell’atmosfera impediscono alla luce solare di passare, producendo un lungo e gelido inverno, dagli esiti letali.

Il cratere dell'asteroide killer

Il team di ricerca di Paul Olsen ha però scoperto che un cratere meteorico del diametro di circa 40 km a Rochechouart, in Francia, è della stessa epoca dell’estinzione alla fine del triassico. Gli scavi hanno portato alla luce, in tutto il mondo, significative quantità di iridio negli strati geologici risalenti all’epoca dell’estinzione; e l’iridio, è noto, è di solito collegato all’impatto con grossi asteroidi. Tuttavia, queste quantità potrebbero essere anche compatibili con lo scenario di un lungo periodo eruttivo, o con quello di un intenso bombardamento meteorico per un periodo di diverse migliaia di anni. Negli ultimi due anni, però, Olsen ha scoperto che gli strati più vicini al periodo dell’evento estintivo possiedono anche quantità anomale di elementi del gruppo platino, di solito associati con meteoriti. La scorsa estate l’équipe di Olsen ha portato alla luce diversi elementi a sostegno dell’ipotesi dell’impatto asteroidale in un promettente sito di scavo nel New Jersey, anche se saranno necessarie ulteriori ricerche.

In ogni caso, l’ipotesi dell’impatto meteorico potrebbe essere solo una concausa dell’estinzione della fine del triassico. Analogamente a come sostengono diversi studiosi riguardo l’estinzione che pose fine all’epoca dei dinosauri, la caduta di un asteroide potrebbe aver rappresentato il colpo di grazia in uno scenario già compromesso. La connessione tra impatti extraterrestri ed estinzioni di massa è sicuramente tra le spiegazioni più promettenti di molti eventi estintivi. Sarebbe un’amara ironia scoprire che lo stesso fenomeno che favorì l’ascesa dei dinosauri – la caduta di un asteroide – ne provocò anche la fine. Fine che del resto permise l’avvento dei mammiferi e l’inizio della lunga marcia che avrebbe portato l’Uomo alla conquista della Terra. Qualche catastrofista, allora, potrebbe concludere che ride bene chi ride ultimo: del resto negli ultimi 600 milioni di anni la Terra è stata colpita da un grosso asteroide (superiore ai 5 km di diametro) ogni 10 milioni di anni in media. Chi ci dice che saremmo più fortunati dei dinosauri?