La sonda New Horizons è riuscita ad osservare da vicino l’oggetto considerato il più lontano e il più antico del Sistema Solare (mai scoperto ad oggi) e, oltre a svelarci la presenza di un mix unico di acqua e metanolo, ci spiega alcune importanti novità sulla sua forma a ‘scamorza’. Vediamo come c’è da sapere su Ultima Thule, l’oggetto più lontano da noi.

Ultima Thule, cos’è. Osservato da vicino questo Capodanno 2019, Ultima Thule è l’oggetto più lontano e più antico del Sistema Solare (per quanto ne sappiamo oggi), si trova infatti a 6,4 miliardi di chilometri dalla Terra, ha la forma di una scamorza o di un birillo, è lungo circa 32 chilometri e largo 16, ruota su un’orbita ellittica ogni 15.92 ore ed è inclinato di 98°. Il suo vero nome sarebbe 2014 MU69 ed è un oggetto della Fascia di Kuiper, dove si trovano altri oggetti, chiamati transnettutiani, che risalgono alla nascita del Sistema Solare, quindi 4,6 miliardi di anni fa.

La scamorza Ultima Thule. Le nuove indagini della NASA, grazie alle quali Ultima Thule si è guadagnato la copertina di Science, svelano nuovi dettagli sulla sua particolare forma a scamorza, o birillo, a seconda di come preferite vederlo. Secondo gli esperti, la forma di questo oggetto è data da due lobi, uno inferiore, più piatto, che sarebbe ‘Ultima’, e uno superiore più piccolo e più tondo, che sarebbe invece ‘Thule’, uniti tra loro da una una strozzatura luminosa chiamata ‘collo’, oggetto proprio della recente ricerca. Secondo gli esperti, in passato i due lobi erano separati, poi, per effetto forse della gravità, si sono fusi, non collidendo violentemente, ma avvicinandosi lentamente, dando dunque a Ultima Thule il suo aspetto particolare.

Acqua su Ultima Thule. Le nuove informazioni su Ultima Thule non finiscono qui, gli esperti infatti hanno analizzato la geologia di questo oggetto e hanno scoperto la presenza di acqua sotto forma di ghiaccio e metanolo. Inoltre gli scienziati hanno osservato la presenza di piccoli crateri.

Perché Ultima Thule è importante. Ultima Thule, per le sue caratteristiche, ci permette di conoscere meglio il passato del nostro Sistema Solare, ad esempio facendo chiarezza su come apparisse poco dopo la sua nascita, 4,6 miliardi di anni fa. Per saperne di più sono però necessari ulteriori studi, per adesso accontentiamoci di poter osservare un oggetto a 6,6 miliardi di chilometri da noi.

Lo studio, intitolato “Initial results from the New Horizons exploration of 2014 MU69, a small Kuiper Belt object”, è stato pubblicato su Science.