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Tumore al cervello: tipologie, sintomi e cura del cancro che ha ucciso Nadia Toffa

Nadia Toffa è morta all’età di 40 anni per un tumore al cervello del quale sappiamo poco. Esistono infatti diverse tipologie di tumori cerebrali che variano a seconda delle cellule che colpiscono. Vediamo insieme cos’è il tumore al cervello, come si differenzia, quali sono i sintomi principali, come sono diagnosi e cura.
A cura di Zeina Ayache
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Il tumore al cervello è una forma di cancro che colpisce la parte più voluminosa del sistema nervoso centrale e si presenta con diversi sintomi che variano a secondo dai lobi colpiti. In queste ore ne stiamo parlando molto in seguito alla morte della presentatrice e "iena" Nadia Toffa che ci ha lasciati a soli 40 anni dopo una lunga lotta. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sul tumore al cervello, quali sono le forma maligne e benigne, i sintomi, la diagnosi e le cure attualmente impiegate. Ecco cosa cos’è il tumore al cervello.

Dal sistema nervoso centrale al cervello: il tumore

Quanto parliamo di tumori cerebrali è necessario spiegare che ci riferiamo a quelli che colpiscono il sistema nervoso centrale che è composto da encefalo, suddiviso in cervello, cervelletto e tronco cerebrale, e midollo spinale. Il cervello a sua volta è si divide in emisfero destro ed emisfero sinistro e in lobi, frontale, parietale, occipitale e temporale.

Tipologie di tumore al cervello

I tumore celebrali si distinguono tra quelli che si sviluppano nel tessuto nervoso centrali, che sono i tumori primitivi, e quelli che invece hanno origini in altri organi, che sono i tumori secondari o metastasi.

Inoltre dobbiamo distinguere i tumori che hanno origine da cellule gliali, che sono il 40% circa di tutti i casi di tumori cerebrali, è tumori non gliali, che non si originano cioè da cellule gliali.

I gliomi, cosa sono e tipologie

I gliomi sono tumori cerebrali primitivi che si sviluppano da cellule di supporto del sistema immunitario che sono le cellule gliali che, ad esempio, devono produrre mielina, fondamentale per permettere l’impulso nervoso i sottotipi più diffusi sono:

  • Astrocitomi diffusi
  • Astrocitomi pilocitici
  • Astrocitomi anaplastici
  • Glioblastomi
  • Oligodendrogliomi

I tumori non gliali

Come dicevamo, ci sono poi anche i tumori cerebrali che non si originano dalle cellule gliali, tra questi i più diffusi sono:

  • Medulloblastomi, maligno e frequente nell’infanzia, aggressivo e di rapida crescita
  • Meningiomi, che colpiscono le meningi che proteggono il sistema nervoso centrale e si calcolano 2 casi all’anno ogni 100.000 persone. Generalmente benigni, colpiscono per lo più le donne
  • Linfomi primitivi, si sviluppano nella ghiandola pituitaria e hanno effetti sulla produzione di ormoni, generalmente sono benigni

Sintomi iniziali e finali dei tumori cerebrali

I sintomi dei tumori cerebrali variano a seconda di dove sono localizzati e delle loro dimensioni. Per semplificare, possiamo schematizzare i sintomi in base ai lobi:

  • Lobo frontale, debolezza e difficoltà a muovere il corpo, disturbi dell’umore e confusione
  • Lobo parietale, paralisi, convulsioni, impossibilità di movimenti complessi
  • Lobo occipitale, titubi alla vista, allucinazioni e convulsioni
  • Lobo temporale, problemi di equilibrio e gestione dello spazio, impossibilità a parlare

Per quanto riguarda il cervelletto, i sintomi riguardano difficoltà a mantenere l’equilibrio, gestione di movimenti, forti cefalee, vomito e nausea

I sintomi iniziali, come il mal di testa o la nausea, possono essere sottovalutati poiché considerati di poco conto, quando però la malattia progredisce, i sintomi finali si fanno più evidenti e particolarmente limitanti per la vita quotidiana, come ad esempio le convulsioni e la difficoltà motoria o i disturbi della vista.

Diagnosi del tumore

Successivamente ad una diagnosi basata sui sintomi, il medico procede con un esame neurologico attraverso strumenti come la risonanza magnetica nucleare (fornisce immagini tridimensionali del cervello), tomografia computerizzata (per hi non può fare la RMN.

Operazione chirurgica e farmaci: come si cura

Per quanto riguarda i tumori cerebrali, l'operazione chirurgica sembra essere ancora oggi un’ottima strategia di intervento, anche se non è applicabile a tutti i casi. Oltre all’asportazione della massa, i medici prescrivono radioterapia e chemioterapia a seconda della tipologia di tumore e del paziente stesso. Ultimamente viene sfruttata anche l'immunoterapia.

Sopravvivenza: quanto uccide il tumore al cervello

Il tumore al cervello rappresenta circa l'1,4% del totale delle diagnosi tumorali, parliamo di 28,6 persone che si ammalano di questo tumore su 100.000, ed è causa del 2% dei casi di decessi neoplasici. L’aspettativa di vita dei pazienti con tumore al cervello è solitamente descritta con un ‘tasso di sopravvivenza di 5 anni dopo la diagnosi’, cioè percentualmente quant’è la probabilità di sopravvivere al tumore al cervello nell’arco di 5 anni, che è considerato il tempo massimo di sopravvivenza, e varia a seconda della tipologia di tumore, dell'età del paziente e della sue condizioni, generalmente comunque si considera che:

  • Glioblastoma, tra i 20 e i 44 anni, il tasso di sopravvivenza entro 5 anni è del 19%, tra i 45 e i 54 anni è dell’8%, tra i 55 e i 64 anni è del 5% (il glioblastoma mediamente uccide in 16 mesi)
  • Astrocitoma diffuso, tra i 20 e i 44 anni, il tasso di sopravvivenza entro 5 anni è del 68%, tra i 45 e i 54 anni è del 44%, tra i 55 e i 64 anni è del 22%
  • Astrocitoma anaplastico, tra i 20 e i 44 anni, il tasso di sopravvivenza entro 5 anni è del 54%, tra i 45 e i 54 anni è del 32%, tra i 55 e i 64 anni è del 14%
  • Oligodendroglioma, tra i 20 e i 44 anni, il tasso di sopravvivenza entro 5 anni è dell’88%, tra i 45 e i 54 anni è dell’81%, tra i 55 e i 64 anni è del 68%
  • Meningioma, tra i 20 e i 44 anni, il tasso di sopravvivenza entro 5 anni è dell’87%, tra i 45 e i 54 anni è del 77%, tra i 55 e i 64 anni è del 71%.

Causa e prevenzione

È difficile parlare di prevenzione per quanto riguarda i tumori al cervello, ad oggi infatti non è stato trovato alcun metodo di intervento preventivo, questo perché la malattia si forma e diffonde a causa di mutazioni casuali del DNA.

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