Si chiama Anak Krakatau ed è il vulcano figlio del Krakatoa, celebre per la disastrosa esplosione del 1883, che ha provocato lo tsunami che, in queste ore, ha ucciso centinaia di persone. Ecco cosa c'è da sapere.

L'esplosione del 1883. Era il 27 agosto del 1883 quando un'enorme esplosione diete il via ad un'eruzione che costò la vita a 36.417 persone causando conseguenze su tutto il Pianeta. L'intensità dell'esplosione del Krakatoa è paragonabile a 200 megatoni, per intenderci stiamo parlando di 13 mila volte l'atomica di Hiroshima, ed è considerata il rumore più forte mai udito sulla Terra. Inattivo da due secoli, il Krakatoa aveva ricominciato la sua attività nel maggio 1883 e il 27 agosto è esploso quando, in seguito ad alcune eruzioni, il mare riversò nella camera magmatica, vaporizzando all'istante e provocando l'esplosione il cui boato raggiunse anche l'Australia. Da qui si formò un violentissimo tsunami che uccisa più d 36 mila persone e spazzò via inter villaggi e popolazioni.

La nascita del figlio del Krakatoa. Nel 1927 si registrò un'eruzione sottomarina nella zona del Krakatoa e poco dopo comparve una nuova isola vulcanica, battezzata Anak Krakatau, cioè ‘figlio di Krakatoa' che da allora è stato oggetto di molti studi e le cui dimensioni hanno continuato a crescere.

Anak Krakatau, l'esplosione del 2018. La sera del 22 dicembre 2018 un forte tsunami si è abbattuto sullo Stretto della Sonda, Indonesia, provocando centinaia di morti e migliaia di feriti. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare l'onda anomala sarebbe stata l'esplosione del vulcano Anak Krakatau, che avrebbe dato vita ad una frana sottomarina.

 

Il caso di Stromboli. Secondo gli esperti dell'INGV, il caso indonesiano di queste ore ricorda, su scala inferiore, quello avvenuto il 30 dicembre 2002 nello Stromboli dove una frana di 30 milioni di metri cubi di roccia si è riversata in mare provocando un maremoto che ha raggiunto le coste delle Eolie e del Tirreno meridionale.