Svizzera, seminario Cern su risultati esperimenti Bosone di Higgs

Aveva già fatto parlare molto di sé qualche mese fa, quando aveva inviato assegni milionari a ben nove fisici teorici, autori di ricerche di frontiera sulle stringhe e la cosmologia. Il multimiliardario russo Yuri Milner, a sua volta ex fisico teorico poi gettatosi nel business delle nuove tecnologie e di Internet, ha ora deciso di premiare altri nomi di prestigio del mondo della fisica, tra cui gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, portavoce degli esperimenti ATLAS e CMS che nel luglio scorso hanno annunciato l’attesissima scoperta del bosone di Higgs nell’acceleratore di particelle LHC al Cern di Ginevra. Insieme ad altri cinque scienziati del Cern, Gianotti e Tonelli si divideranno l’assegno da tre milioni di dollari. E altrettanti li ha vinti anche Stephen Hawking che però, ironia della sorte, amante come ogni buon inglese delle scommesse, aveva puntato sul fatto che il bosone di Higgs non sarebbe mai stato scoperto.

Un bosone milionario

Bosone di Higgs

Per i fisici di LHC è il primo importante riconoscimento tangibile dopo l’annuncio del 4 luglio: da allora sono fioccate targhe e medaglie, ma ancora niente soldi, e il Premio Nobel difficilmente andrà a uno di loro, essendo da tempo in lista d’attesa il teorico britannico Peter Higgs e il collega belga François Englert, che negli anni ’60 avevano per primi previsto che il Modello Standard nascondesse nei suoi meandri il bosone che ora porta il nome di Higgs. Ma forse ai sette fortunati è andata anche meglio, dato che l’assegno del Nobel è stato proprio da quest’anno tagliato del 20%, causa crisi economica. Mentre ora ciascuno di loro porta a casa poco più di 420mila euro. “Sono molto felice”, ha dichiarato a physicsworld.com Jo Incandela, uno dei premiati, che all’inizio di quest’anno aveva sostituito Tonelli alla guida dell’esperimento CMS. “È un riconoscimento del grande sforzo di così tante grandi persone che hanno fornito la loro creatività e la loro genialità all’esperimento e al complesso dell’acceleratore LHC rendendo possibile tutto ciò”.

guido_tonelli

Fabiola Gianotti, oggi un po’ la star della scoperta del bosone di Higgs, ha annunciato su Le Scienze che donerà “l’intero ammontare della frazione di premio assegnatoci” all’esperimento di cui oggi è portavoce, “per supportare e finanziare il lavoro, nel gruppo ATLAS, di giovani fisici provenienti da paesi economicamente disagiati”. Insieme a lei c’è il suo predecessore alla guida di ATLAS, Peter Jenni, in buona compagnia con Lyn Evans, la mente dietro il progetto dell’acceleratore LHC, Micheal Della Negra e Tejinder Singh Verdee che con Guido Tonelli hanno condiviso il lavoro all’esperimento CMS. "E' un riconoscimento straordinario al lavoro delle miglia di persone che in questi venti anni hanno contribuito ad LHC e che ha condotto a una scoperta destinata a cambiare la nostra visione del mondo”, ha dichiarato Tonelli.

Un "premio di consolazione" per Hawking

Con loro, Stephen Hawking ha poco da spartire. Certo, è un fisico pure lui, ma teorico, non sperimentalista, e si occupa di temi che non hanno a che vedere con il Modello Standard della fisica subatomica. Ma Yuri Milner ha una predilezione per il lavoro del grande cosmologo costretto da decenni su una sedia a rotelle e dipendente da un’assistenza continua e da un sintetizzatore vocale a causa di una grave malattia degenerativa che gli ha gradualmente compromesso ogni funzione muscolare. A suo tempo, Hawking aveva scommesso che il bosone di Higgs non sarebbe mai stato scoperto. È stato smentito, ma non è la prima volta: nelle sue scommesse, Hawking ci ha spesso rimesso. Ora però arriva una buona rivalsa, con un assegno da tre milioni di dollari. “Premi come questi giocano un ruolo importante nel dare un pubblico riconoscimento per i risultati della fisica” anche se, ha spiegato Hawking in un’e-mail inviata al quotidiano The Guardian “nessuno intraprende la ricerca in fisica con l’intenzione di vincere un premio”, ma solo con il desiderio di rispondere a delle domande fondamentali.

Stephen Hawking

I soldi, per la verità, ad Hawking non mancano: il suo primo libro di divulgazione, Dal Big Bang ai buchi neri, è un bestseller da milioni di copie a cui hanno fatto seguito altri grandi titoli tra cui il controverso Il grande disegno sul rapporto tra scienza e religione. Senza contare i documentari scientifici che ha condotto. Con i tre milioni di dollari, Hawking aiuterà il nipote autistico e forse comprerà una casa per le vacanze. “Non che faccia molte vacanze, perché amo il mio lavoro nella fisica teorica”, ha precisato. Settant’anni da poco compiuti, Hawking non intende certo gettare la spugna dopo i lunghi anni passati a combattere la malattia e a portare avanti le sue ricerche. La sua intima speranza resta quella di vincere un giorno il Nobel per la fisica: il regolamento impone che a essere premiate siano le ricerche confermate dalle osservazioni, e per ora nessuno ha ancora verificato il suo modello di evaporazione dei buchi neri. Ma non è detto che nel prossimo futuro missioni spaziali di osservazione non riescano ad avvistare la famigerata “radiazione di Hawking” e permettergli di chiudere la sua carriera con il massimo riconoscimento. Per il momento, comunque, tre milioni di dollari sono un ottimo premio di consolazione.