Il caffè fa bene o male al nostro cervello? Secondo i ricercatori della Universitat Autònoma de Barcelona, il consumo costante e prolungato di caffè peggiora i sintomi dell'Alzheimer, per quanto studi passati abbiano dimostrato la sua capacità di prevenire la demenza. Ma come è possibile?

Caffè e topi. Diciamo subito che i test per giungere a questa conclusione, come spesso accade, sono stati effettuati sui topi, questo significa che, se le probabilità che i risultati siano validi anche per noi, non è comunque certo. Ma passiamo allo studio.

Caffè e demenza. In passato alcuni esperimenti hanno dimostrato che la caffeina è in grado di prevenire la demenza, sia nei pazienti malati di Alzheimer, sia in coloro che stanno semplicemente invecchiando. A permettere questo vantaggio è la capacità della caffeina di bloccare i recettori dell'adenosina che possono causare disfunzioni e problemi in età avanzata.

Lo studio. Secondo i ricercatori però, questi benefici sarebbero controbilanciati da altri effetti negativi della caffeina stessa. Dopo aver somministrato ad un gruppo di topi 0,3mg/mL di caffeina al giorno per 7 mesi (corrispondenti a 3 tazzine di caffè al giorno per noi), i ricercatori hanno riscontrato nei topi malati di Alzheimer un incremento di comportamenti ansiosi e lo sviluppo di nuove fobie, con effetti sulla flessibilità cognitiva e le emozioni.

Alzheimer e comportamento. L'Alzheimer, oltre ad essere caratterizzato da problemi alla memoria, porta infatti allo sviluppo di quelli che vengono chiamati Sintomi comportamentali e psicologici della demenza e cioè ansia, apatia, depressione, allucinazioni e paranoia. A quanto pare la caffeina rende questi sintomi più evidenti, con chiare conseguenze sulla vita dei pazienti.

Conclusioni. Lo studio dei ricercatori ha l'obiettivo di suggerire una riflessione a coloro che stanno pensando di utilizzare la caffeina come trattamento contro l'Alzheimer, spiega Lydia Giménez-Llort, a capo della ricerca.

Lo studio, intitolato "Long-term Treatment with Low-Dose Caffeine Worsens BPSD-Like Profile in 3xTg-AD Mice Model of Alzheimer’s Disease and Affects Mice with Normal Aging", è stato pubblicato su Frontiers in Pharmacology.