Il tetano è una malattia infettiva, ma non contagiosa, che si contrae entrando in contatto con il batterio Clostridium tetani, un bacillo gram-positivo, anaerobio (cresce in assenza di ossigeno), che può avere conseguenze anche letali sui paziente e per il quale è previsto, in Italia, un vaccino che è incluso nell'esavalente da fare nel primo anno di vita del bambino. Ma vediamo nel dettaglio cos'è il tetano, quali sono i sintomi, come si trasmette, quali sono le complicanze e come si cura.

Cos'è il tetano

Il tetano, come dicevamo, è una malattia infettiva acuta non contagiosa che si trasmette a causa delle spore del batterio Clostridium tetani che, in forma vegetativa, produce una tossina, la tetanospasmina, che è neurotossica e responsabile dei sintomi della malattia.

La ruggine non c'entra: cause

Il batterio vive nell'intestino degli animali (bovini, equini, ovini), ma anche degli esseri umani e si elimina attraverso le feci. Ad essere pericolose sono le spore che, raggiunto l'ambiente esterno dove possono vivere per anni, possono entrare nel nostro corpo attraverso ferite e tagli provocati da oggetti entrati in contatto proprio con le feci di animali infetti: sfatiamo dunque un mito, la ruggine non c'entra nulla non il tetano.

Sintomi e morte

Una volta che la tossina entra nel sangue e nel sistema linfatico, raggiunge il sistema nervoso centrale e interferisce con il funzionamento dei neurotrasmettitori responsabili del movimento dei muscoli: questo si traduzione in contrazioni e spasmi. Dopo un periodo di incubazione che varia da giorni a mesi, il paziente è soggetto a contrazioni muscolari che possono raggiungere tutto il corpo: si inizia con il massetere, muscolo del volto, e si prosegue con il collo, fino ai muscoli addominali. Tra i sintomi si segnalano anche: febbre, sudorazione e tachicardia. Nei casi più gravi, gli spasmi possono raggiungere le corde vocali e i muscoli respiratori con un tasso di mortalità del 50%.

Diagnosi e cura

La diagnosi è legata ai sintomi e la terapia prevede la somministrazione di un siero antitetanico e di un trattamento utile a sciogliere le contratture: la cura ha il fine di evitare l'asfissia e quindi la morte.

Il vaccino

Per il tetano, in Italia, è previsto un vaccino, la cosiddetta vaccinazione antitetanica che è inserita nell'esavalente (difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, Haemophilus influenzae tipo b, polio) da fare nel primo anno di vita e al quale seguono i richiami disponibili in preparazioni combinate (vaccino trivalente contro difterite, tetano e pertosse, o vaccino tetravalente contro difterite, tetano, pertosse e polio). Come spiega lo stesso Ministero della Salute, “I bambini ricevono, di solito, una serie di 3 dosi di vaccino: al 3°, al 5° e all"11° mese di vita e due richiami, a 6 anni e tra 12-18 anni”. L'immunità si conserva con richiami ogni 10 anni.

[Foto copertina di SoFuego]