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29 Luglio 2020
11:06

Temperature record nelle isole dell’Artico: “È l’estate più calda degli ultimi 41 anni”

Alle Svalbard, in Norvegia, toccati quasi 22 gradi centigradi nella giornata di sabato 25 luglio. Il precedente massimo risaliva al 1979, Gli esperti: “I cambiamenti climatici hanno già avuto conseguenze importanti per la natura, gli animali e la comunità”.
A cura di Valeria Aiello
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Caldo record quello registrato nelle Isole Svalbard, un arcipelago norvegese nel mezzo del Mar Glaciale Artico, nella giornata di sabato 25 luglio. Toccati quasi i 22 °C che equivalgono alla temperatura più alta mai raggiunta negli ultimi 41 anni.

Temperature record nelle isole dell’Artico

Già prima delle 13:00, l’Istituto meteorologico norvegese aveva riferito che nei pressi del cento abitato di Longyearbyen, cuore delle Svalbard, le temperature avevano superato i 20 °C, con un picco di 21,7 °C registrato nel tardo pomeriggio. La precedente record risaliva al 15 luglio del 1979, quando a Longyearbyen si raggiunsero i 21,3 °C, scrive l’Istituto su Twitter. “L’estate 2020 sarà ricordata per le temperature insolitamente alte raggiunte nell’Artico” ha dichiarato la Direzione Generale DEFIS della Commissione Europea martedì.

Longyearbyen dista un migliaio di chilometri dal Polo Nord ed è soggetta a cambiamenti climatici come poche altre città. Anomalie termiche che, di fatto, fino allo scorso inverno, hanno mostrato picchi di 14-17 °C sopra le medie stagionali, normalmente comprese tra i -9 e i -15 °C. Un segnare chiaro e allarmante di una tendenza evidente, ovvero del fatto che l’Artico sta subendo in maniera più marcata le conseguenze del surriscaldamento globale rispetto al resto del pianeta.

Come riportato da Barents Observer, un nuovo rapporto commissionato dall’Agenzia norvegese per l’Ambiente (Climate in Svalbard 2100) sostiene che le temperature medie nell’arcipelago dovrebbero aumentare da 7 a 10 °C entro la fine di questo secolo, con precipitazioni più frequenti sotto forma di temporali anziché neve che porteranno a un aumento delle inondazioni dovute alle piogge e allo scioglimento dei ghiacciai.

Ellen Hambro, che dirige l’Agenzia, ha usato parole forti per descrivere le conclusioni del rapporto. “Ciò che sta accadendo alle Svalbard è estremo – ha affermato – . La temperatura aumenta più rapidamente qui nell'Artico che in qualsiasi altra parte del mondo e i cambiamenti climatici hanno già avuto conseguenze importanti per la natura, gli animali e la comunità”.

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