Esemplare di pangolino
in foto: Esemplare di pangolino (Getty).

I pangolini sono dei mammiferi, la cui caratteristica principale è quella di essere interamente ricoperti da squame. Sono, però, anche conosciuti per essere gli animali più illegalmente trafficati al mondo, il che lì ha resi anche tra quelli più a rischio di estinzione. Proprio per fermare questa pratica, in Tanzania è stato presentato un progetto rivoluzionario che potrebbe mettere la parola fine al loro bracconaggio. I protagonisti del programma pilota sarebbero i ratti: grazie al loro olfatto, a questi potrebbe essere affidato il compito di sniffare i container spediti dall'Africa ai paesi asiatici per il commercio illegale dei pangolini.

I roditori, nelle intenzioni degli studiosi, dovrebbero essere addestrati a questo scopo sin dai primi mesi di vita. Sono stati stanziati ben 100 milioni di dollari per portare a termine il progetto dall'U.S. Fish and Wildlife Service: se il piano funzionerà con i pangolini, non è escluso che la stessa tecnica venga utilizzata anche per scovare i trafficanti di avorio estratto dalle zanne di elefanti e rinoceronti. Come spiega James Pursey di Apopo, una associazione no profit con sede in Tanzania, "per addestrarli, gli istruttori li portano con sé tenendoli in tasca e facendoli correre liberamente sulla propria schiena, per far loro annusare l'ambiente circostante. Il meccanismo del cibo-ricompensa aiuta a prepararli a distinguere l'odore del pangolino tra tutti gli altri e a segnalarne la presenza grattando con le zampette, un po' come avviene negli aeroporti con i cani utilizzati per rintracciare le sostanze illegali".

Si sta pensando anche di posizionare delle piccole webcam sui dorsi dei ratti per poterne seguire gli spostamenti ed eventualmente rintracciare il carico illegale dei pangolini nascosti nei container in partenza dall'Africa. Si stima che negli ultimi dieci anni siano stati uccisi più di un milione di animali di questa specie, la maggior parte dei quali nel corso di battute di caccia di frodo. Le loro carni sono considerate pregiate in alcune zone della Cina e del Vietnam, mentre le scaglie sono utilizzate nella medicina tradizionale di alcuni paesi asiatici. Ma è l'Africa il continente con il maggior numero di esemplari e per questo gli esperti vogliano intervenire qui per fermare il loro commercio illegale.