Trapiantare cellule staminali ematopoietiche potrebbe essere la ‘soluzione' contro la sclerosi multipla. Una recente ricerca, presentata in occasione dell'European Society for Bone and Marrow Transplantation che si sta tenendo a Lisbona, mostra infatti gli effetti positivi sui pazienti del trapianto di queste cellule. Attualmente si tratta ancora di un approccio sperimentale, quindi prima di parlare di vera e propria cura dovremo aspettare ancora, ci sono però buone speranze.

Cellule staminali ematopoietiche. Prima di capire come funzioni questo trattamento sperimentale, dobbiamo capire cosa sono le cellule staminali ematopoietiche. Si tratta di cellule staminali che danno origine a tutte le cellule del sangue e che, trapiantate, servono a dare nuova linfa al sistema immunitario che riesce così a ‘riattivarsi' e contrastare la malattia in corpo.

Trapianto e sclerosi multipla. Nel caso in questione, i ricercatori spiegano di aver testato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche e la normale terapia farmacologica su 110 pazienti malati di sclerosi multipla (malattia neurodegenerativa demielinizzante che crea cioè lesioni al sistema nervoso centrale e che porta ad una reazione del sistema immunitario contro la mielina, questo porta il paziente a riduzione della forza muscolare e disabilità). Dai dati raccolti è emerso che tra i soggetti a cui erano state trapiantate le cellule staminali, un paziente ha avuto una ricaduta di sclerosi multipla nell'anno successivo, mentre 39 altri pazienti no. Inoltre nei soggetti ‘trapiantati', i sintomi sono notevolmente migliorati, mentre nei pazienti sottoposti a normale cura sono peggiorati. Nei tre anni successivi, il trapianto è fallito per tre pazienti su 52, mentre per coloro che avevano seguito le normali cure, il dato sale a 30 su 50.

Il racconto di una paziente ‘guarita'. In un'intervista alla BBC, Louise Willetts, una delle pazienti sottoposte al trapianto, ha raccontato come il trattamento sia riuscito a riportarla ad una vita ‘normale': la risonanza magnetica oggi non ha riscontrato tracce della malattia nel suo cervello e i sintomi sono scomparsi. “Mi sembra che la diagnosi fosse solo un brutto sogno. Adesso vivo la mia vita come voglio senza pianificarla in base alla sclerosi multipla”.

Attenzione però. Per quanto lo studio sia stato definito un ‘game changer', e cioè una sorta di svolta nella lotta contro la sclerosi multipla, attualmente non esiste un vero e proprio studio e si tratta comunque di un trattamento che costa oltre 30.000 dollari. Insomma, ancora non possiamo cantare vittoria.