Credit: Prof. Miodrag Stojkovic / SPL / Nature
in foto: Credit: Prof. Miodrag Stojkovic / SPL / Nature

Per la prima volta nella storia della biologia è stato osservato il cosiddetto ‘regista' dell'embrione umano, quello che determina il destino delle varie cellule nelle primissime fasi dello sviluppo, indicandogli se dovranno essere cellule epidermiche, cerebrali, epatiche e così via. Era già noto per altre specie, ma ora è stato individuato anche nell'essere umano. Si tratta di una scoperta epocale che apre le porte a una moltitudine di possibilità nella ricerca oncologica, farmacologica e in quella contro l'infertilità.

A mostrare questa pietra miliare nella biologia dello sviluppo, inseguita per circa un secolo dagli scienziati, è stato un team di ricerca del Laboratory of Molecular Vertebrate Embryology della prestigiosa Università Rockfeller di New York. Gli studiosi, coordinati dal professor Ali Brivanlou, per osservare queste cellule ‘organizzatrici' hanno dovuto sfruttare un metodo per aggirare i limiti legali sulla ricerca embrionale umana, che obbliga la distruzione degli embrioni al 14° giorno dello sviluppo. Per farlo non hanno utilizzato un vero e proprio embrione umano, ma cellule staminali embrionali organizzate su una piccola impalcatura di 22 millimetri, stimolate attraverso specifici fattori di crescita per innescare la cosiddetta gastrulazione. Si tratta del processo che porta all'organizzazione dei tre foglietti embrionali (ectoderma, endoderma e mesoderma) che sono all'origine di organi e tessuti.

In questa fase dello sviluppo Brivanlou e colleghi hanno osservato l'attivazione di geni già individuati nei ‘registi embrionali' di altre specie, suggerendo che questo meccanismo è rimasto stabile durante l'evoluzione. Non paghi dei risultati ottenuti, hanno inserito il falso embrione umano all'interno di un embrione di pollo di 12 ore (equivalenti ai 14 giorni dell'embrione umano) per verificarne il comportamento, e hanno osservato come le cellule umane si organizzano e iniziano a guidare lo sviluppo di un sistema nervoso. Ciò ha permesso agli scienziati di comprendere l'intero meccanismo del regista embrionale umano.

Come specificato, si tratta di una scoperta storica non solo per i possibili sviluppi medici, ma anche perché la tecnica permette di evitare l'uso di embrioni umani nella sperimentazione. Nel lontano 1924 due biologi tedeschi – Hans Spemann e Hilde Mangold – osservarono per la prima volta il regista embrionale nelle salamandre, un lavoro premiato col Nobel per la medicina nel 1935. I dettagli della ricerca americana sono stati pubblicati su Nature.

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