Credit: SALSA
in foto: Credit: SALSA

I superbatteri resistenti agli antibiotici, quelli per cui non riusciamo a curare alcune malattie che potrebbero rivelarsi fatali, sono arrivati addirittura nelle zone più incontaminate dell’Artico. La pessima notizia arriva dai ricercatori della Newcastle University che fanno sapere di aver raccolto svariati campioni di superbatteri resistenti a classi di antibiotici considerati l’ultima spiaggia per alcuni pazienti. L’incubo dell’antibiotico resistenza non sembra dunque essere più così lontano e gli scienziati classificano questo problema al pari del riscaldamento globale.

I superbatteri nell’Artico. Gli esperti fanno sapere di aver raccolto alcuni campioni nella regione di Svalbar e di aver tristemente riscontrato la presenza di blaNDM-1, un superbatterio resistente agli antibiotici che precedentemente era stato riscontrato in India, quindi a migliaia di chilometri di distanza.

Resistenti a cosa? Il principale problema legato a questi superbatteri è che sono resistenti ad alcune classi di antibiotici considerati l’ultima spiaggia per i pazienti, in pratica riescono a resistere all’azione degli antibiotici impedendo dunque la guarigione e il paziente resta dunque senza possibilità di cura. Nello specifico, i superbatteri trovati nell’Artico sono resistenti ai carbapenemi, antibiotici ad ampio spettro d’azione utilizzati per contrastare le infezioni gravi.

Come ha fatto a raggiungere l’Artico. Il blaNDM-1 ha raggiunto l’Artico attraverso gli uccelli, spiegano gli esperti che l’hanno trovato in alcuni campioni fecali, e anche attraverso i pochi turisti dell’area.

Siamo tutti a rischio. Può sembrarci una notizia di poco conto, ma davvero i superbatteri resistenti agli antibiotici rappresentano una vera minaccia per la nostra salute secondo gli esperti: per capirne la gravità, basta provare ad immaginarci un mondo in cui gli antibiotici non possono curarci.

Perché siamo diventati resistenti agli antibiotici. Il motivo dell’antibiotico resistenza è legato al fatto che abusiamo dei farmaci che abbiamo a disposizione, anche quando potremmo averne il consumo. Questo ha portato i batteri ad evolversi e modificarsi fino ad essere in grado di resistere, appunto, all’azione degli antibiotici.