Circa il 50% del cibo a base di riso destinato ai più piccoli contiene livelli illegali di arsenico inorganico che, in questa forma, è altamente tossico. A fissare i tenori massimi europei è stato il Regolamento (UE) 2015/2016 entrato in vigore il 1 gennaio 2016. A darci questa notizia sono i ricercatori del Queen's University Belfast che su PLOS ONE hanno pubblicato lo studio intitolato “Levels of infants’ urinary arsenic metabolites related to formula feeding and weaning with rice products exceeding the EU inorganic arsenic standard”.

Arsenico nel cibo. Il riso, come spiega anche il nostro Ministero della Salute, contiene arsenico inorganico che può essere pericoloso per la nostra salute se consumato in dosi eccessive. Il motivo della presenza di questo elemento chimico nel cibo è sia dovuto alle caratteristiche del cereale stesso, sia al metodo di coltivazione (pesticidi ed erbicidi). L'arsenico è presente anche nell'acqua contaminata, nelle preparazioni di cibo, nei processi industriali (lavorazione del vetro, pigmenti tessili, carta, munizioni e adesivi metallici), nel tabacco e negli erbicidi e pesticidi.

Pericoli dell'arsenico. L'arsenico è un elemento chimico che può presentarsi in due forme: organico e inorganico che sono più o meno assorbibili. Quando viene ingerito nella sua forma inorganica, l'arsenico raggiunge l'apparato gastrointestinale e i polmoni e risulta dunque più pericoloso perché viene assorbito più facilmente ed eliminato più difficilmente.

Effetti sul corpo. Come spiega l'Organizzazione Mondiale della Sanità, gli effetti di un'esposizione eccessiva all'arsenico inorganico si distinguono tra:

  • acuti, che sono quelli immediati e tipici di un avvelenamento quindi vomito, dolore addominale e diarrea con conseguente intorpidimento e formicolio alle estremità, crampi muscolare e, nei casi più gravi, morte
  • sul lungo periodo, che sono quelli osservabili sulla pelle dopo un'esposizione prolungata (almeno 5 anni). In questi casi sono visibili cambiamenti della pigmentazione della pelle, lesioni della pelle e ipercheratosi (ispessimento della cute). Nei casi più gravi anche cancro alla pelle, ai polmoni e alla vescica.

I casi più gravi. Tra gli effetti collaterali dell'ingestione prolungata di arsenico inorganico si segnalano anche diabete, malattie polmonari e cardiovascolari.

Bimbi e arsenico. L'arsenico inorganico è particolarmente pericoloso per i bambini e durante la gravidanza in quanto aumenta il rischio di mortalità e, in alcuni casi, può portare a ritardi nello sviluppo cognitivo. Questo elemento è presente in particolare nel riso, un alimento che è particolarmente presente nella dieta dei più piccini.

Le analisi e i livelli non rispettati. Visti e considerati i rischi di questo elemento, l'UE ha imposto, a partire dall'1 gennaio 2016, nuovi livelli di arsenico inorganico negli alimenti a base di riso (cialde, cialdine, cracker, dolci e preparati). Per accertarsi del rispetto delle regole, i ricercatori hanno analizzato l'urina di due gruppi di bambini: allattati al seno o nutriti con formula. Dai dati raccolti sono emerse alte concentrazioni di arsenico nei bambini appartenenti al secondo gruppo, in particolare in quelli che venivano nutriti con formule non lattiginose fortificate con riso tipicamente utilizzate per i soggetti intolleranti a grano o latticini.

Lo svezzamento e l'arsenico. Dalle analisi è emersa una maggiore esposizione di arsenico dopo lo svezzamento: in questo caso nei bambini i ricercatori hanno registrato livelli cinque volte superiori, questo dimostra un chiaro legame tra i prodotti a base di riso e l'esposizione all'arsenico.

Prodotti a confronto. Per capirne di più, i ricercatori hanno messo a confronto i prodotti contenenti riso e messi sul mercato prima e dopo il nuovo regolamento e hanno scoperto che circa il 75% di questi contiene arsenico oltre i livelli consentiti. Inoltre circa il 50% dei cibi a base di riso contiene ancora livelli illegali di arsenico organico.

Attenzione all'allarmismo. Prima di farci prendere dall'allarmismo, va detto che i prodotti presi in considerazione rappresentano solo una parte di quelli disponibili sul mercato, inoltre dire che i livelli sono oltre quelli attualmente consentiti non significa necessariamente dire che sono sicuramente dannosi. Insomma, sono necessari ulteriori studi.

[Foto copertina di 65294]