L'anomala aurora boreale chiamata STEVE non è un'aurora boreale, a rivelarlo sono i ricercatori in un nuovo studio intitolato “On the origin of STEVE: particle precipitation or ionospheric sky-glow?” e pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters. Ma cos'è allora STEVE?

STEVE, scoperto per caso. Il suo nome è STEVE ed è un fenomeno individuato in rete che si presenta come un fascio di luce viola e che, in quanto tale, è stato scambiato per un'aurora boreale atipica. Il fenomeno ha attirato negli anni l'attenzione della NASA e dell'ESA che che hanno studiato le caratteristiche.

Un fascio di luce, nulla più. Inizialmente STEVE fu scambiato per un'aurora boreale, successivamente però attente analisi hanno notato che la luce era leggermente diversa da quella delle aurore e non era chiaro il meccanismo che lo provocava. Il nuovo studio ha scoperto che STEVE era prodotto da un diverso processo atmosferico rispetto all'aurora: “La nostra conclusione è che STEVE non è un'aurora – dichiara Bea Gallardo-Lacourt che ha partecipato allo studio – quindi adesso sappiamo davvero poco su di lui. E la cosa è entusiasmante, perché i fotografi lo conoscono da anni ma gli scienziati ne erano all'oscuro”.

Che tipo di luce però? STEVE, secondo gli esperti, è una luce incandescente nel cielo. Ma da dove arriva? Inizialmente gli scienziati hanno analizzato i dati provenienti dai satelliti per capire cosa provocasse questo evento e il primo studio sosteneva che fosse un fascio di ioni molto veloci e di elettroni molto caldi che passavano attraverso la ionosfera, punto in cui STEVE viene osservato. Ma è davvero così? I ricercatori fanno sapere che attualmente stanno cercando di capire di più cosa sia realmente STEVE e si chiedono se siano gli ioni e gli elettroni nella ionosfera a creare questa luce tipica di STEVE o se la luce sia prodotto più in alto nell'atmosfera. Non ci resta che attendere per saperne di più.