“Volare”: è questo il nome della missione che attende il nuovo astronauta italiano, Luca Parmitano, che stasera, intorno alle 22:30 ore italiane, partirà insieme al russo Fyodor Yurchikhin e all’americana Karen Nyberg dallo storico cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, per restare 166 giorni sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Scelto quattro anni fa dopo una durissima selezione dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea, Luca Parmitano appartiene alla nuova generazione del corpo astronauti europeo. L’anno prossimo sarà il turno di Samantha Cristoforetti, l’altra italiana selezionata dall’ESA, che sarà anche la prima astronauta donna italiana. Trentasei anni, siciliano, come quasi tutti gli astronauti italiani Parmitano proviene dall’aeronautica: pilota provetto di numerosissimi velivoli militari, medaglia d’argento al valore aeronautico, dopo lunghissime esercitazioni e allenamenti nei centri di addestramento dell’ESA e della NASA ha scoperto quel che già sapeva: nello spazio, volare è tutta un’altra cosa.

La crew della missione: a sinistra Karen Nyberg, al centro Fyodor Yurchikhin e a destra Parmitano.
in foto: La crew della missione: a sinistra Karen Nyberg, al centro Fyodor Yurchikhin e a destra Parmitano.

Sulla ISS attraccherà due giorni dopo, un record. Quella in cui viaggia è la seconda missione della navetta Soyuz a sperimentare l’attracco veloce. Mentre prima le capsule impiegavano due giorni di lentissimi balletti spaziali prima di agganciarsi alla ISS, ora ci vorranno appena sei ore di viaggio. In nove minuti il razzo russo porterà la capsula in orbita, rilasciando i tre stadi del vettore. Quindi, il rapido avvicinamento. È una novità importantissima per la storia spaziale, che rende lo spazio molto più vicino di quanto fosse prima. Parmitano sarà anche il primo italiano a svolgere ben due passeggiate spaziali. A differenza del nome, le “passeggiate” sono in realtà missioni molto complesse e delicate. Gli americani le chiamano, più prosaicamente, EVA – extra-vehicular activities, attività extraveicolari. Solo che il veicolo, ossia la stazione spaziale, si trova a 400 chilometri di altitudine. Insieme a un collega statunitense, Parmitano svolgerà alcune operazioni di manutenzione e di configurazione in vista di un nuovo modulo che sarà installato prossimamente sulla ISS, un laboratorio russo per esperimenti scientifici.

Orgoglio italiano nello spazio

Gli esperimenti saranno il pane quotidiano di Parmitano. Buona parte della giornata di un astronauta sulla ISS è dedicata allo svolgimento di numerosi esperimenti installati e portati a bordo, alcuni dei quali in realtà riguardano gli stessi abitanti della stazione, “cavie umane” per testare gli effetti della microgravità sulla fisiologia umana. Per esempio, nel corso della missione saranno effettuate scansioni in risonanza magnetica dei muscoli e delle ginocchia degli astronauti per analizzare la reazione delle cartilagini alla prolungata assenza di peso. Temperatura corporea e livelli di melatonina saranno tenuti sotto continuo controllo per scoprire in che modo lo stravolgimento dei ritmi circadiani influisce sull’organismo, considerando che in orbita gli astronauti non seguono il regolare ritmo sonno-veglia di 24 ore (il Sole sorge e tramonta decine di volte ogni giorno).

La crew della missione con dietro un simulacro della capsula Soyuz.
in foto: La crew della missione con dietro un simulacro della capsula Soyuz.

Alcuni esperimenti che Parmitano porterà avanti nel corso della sua permanenza sono italiani: è il caso di Diapason, realizzato dalla DTM, che servirà per compiere studi sull’inquinamento atmosferico attraverso la rilevazione di particelle di dimensioni fino a pochi nanometri. Oppure ICE, realizzato dall’Istituto Motori del CNR di Napoli, per testare alcuni biocombustibili. “In un momento di difficoltà per il Paese voglio ricordare che l’Italia ha un ruolo fondamentale nel mondo del volo umano spaziale: più del 50% del volume abitabile della ISS è stato realizzato qui, nel nostro Paese”, ha ricordato Parmitano. “Vivere questa esperienza mi carica di un grande senso di responsabilità verso il mio Paese che mi ha preparato per questo momento. Pertanto mi sento di esprimere gratitudine verso coloro che hanno reso possibile realizzare questo sogno. Sono orgoglioso di rappresentare l'Italia nello spazio con il tricolore cucito sulla spalla sinistra”. I cieli sopra Baikonur, stamattina, sono di un azzurro terso. Sarà possibile seguire in diretta il lancio del Soyuz dal canale live dell’ASI.