RedCoat – Wikimedia Commons
in foto: RedCoat – Wikimedia Commons

Un gruppo di ricercatori della Columbia University ha identificato le caratteristiche genetiche che rendono il cervello umano differente da quello delle scimmie. Nello studio, pubblicato sulle pagine del Proceedings of National Academy of Sciences (Pnas), gli esperti descrivono dettagliatamente gli esperimenti condotti su esseri umani e macachi attraverso le scansioni fMRI. La sperimentazione, non invasiva, prevedeva l’osservazione delle funzioni cerebrali attive di otto uomini e due macachi. Questi, dopo una adeguata preparazione, dovevano fissare un singolo punto dello schermo di un computer e premere un pulsante ogni volta che sul display appariva una precisa immagine: le immagini in questione spuntavano casualmente ad una velocità di 10 foto al secondo.

Siamo più intelligenti di una scimmia. Analizzando i risultati, i ricercatori hanno scoperto che la giunzione temporo-parietale risultava nettamente più attiva negli esseri umani, come anche altre aree cerebrali, mentre nei primati, ha evidenziato Gaurav Patel, neuroscienziato della Columbia University e responsabile dello studio, “non abbiamo registrato alcuna attività”. La ricerca evidenzia una maggiore capacità di attenzione dell’uomo.

Nei macachi assente una comunicazione tra i due emisferi – “Noi uomini abbiamo bisogno di analizzare e filtrare le informazioni – spiegano i ricercatori – le scimmie hanno invece un cervello predisposto alla reazione immediata, necessaria per sfuggire a situazioni di pericolo, per scampare all’attacco di un eventuale predatore”. Per snellire il flusso di informazioni nei macachi è assente la comunicazione tra i due emisferi. Ma attenzione, evidenziano Patel e colleghi, possedere una comunicazione accentuata tra i due emisferi non significa essere migliori. Tale caratteristica ci rende meno reattivi ma più intelligenti”.

I macachi sono la specie più simile ai nostri antenati. Gli scienziati della Columbia University hanno teorizzato che i macachi sono la specie di primate più simile ai nostri antenati. Ciò, hanno concluso gli esperti, farebbe ipotizzare che i cambiamenti evolutivi tra le scimmie e gli uomini siano avvenuti negli ultimi 25 milioni di anni. "La mente umana ha delle caratteristiche uniche – commenta emozionato Patel -, anche se in molti campi le differenze tra noi e una scimmia sono minime”.

Studiare i macachi e il loro percorso di adattamento ambientale. “Lo studio – sottolinea Robert Desimone, neuroscienziato del MIT – si basa esclusivamente sui livelli di ossigeno nel sangue e non sulla reale attività della rete neurale. Questo, sebbene il lavoro di Patel sia importante per tutti noi, significa che i dati non sono poi così dettagliati. Patel spera che la ricerca possa essere da stimolo per gli altri scienziati, tanto da portarli a studiare più approfonditamente il cervello dei macachi e il suo percorso di adattamento ambientale.