Quante volte vi è capitato di svegliarvi e di ricordarvi tutto ciò che avete sognato? Ci sono persone che non hanno questa capacità, sono i “non sognatori”, individui che non ricordano mai i sogni che fanno al punto da credere di non farne affatto. Però si sbagliano. I ricercatori ritengono infatti che a limitare il ricordo delle visioni oniriche siano diversi aspetti, dalla predisposizione all'interesse, passando per il suono della nostra sveglia. Ma vediamoli nel dettaglio.

A tutti noi piace sognare perché ci permette di sperimentare emozioni e situazioni che altrimenti raramente potremmo vivere. Alcune persone però affermano di non vivere simili esperienze e la causa potrebbe essere la loro sveglia. Secondo alcuni studi infatti il rumore emesso dalla nostra sveglia sarebbe da ostacolo al ricordo dei sogni per colpa dell'improvviso e, in un certo senso, traumatico risveglio che ci porta a vivere. In pratica, quando suona la sveglia veniamo catapultati talmente in fretta nella realtà che i ricordi delle visioni notturne vengono immediatamente spazzati via.

Un altro ostacolo alla memoria è la nostra stessa predisposizione. Secondo i ricercatori infatti le poche persone che dimenticano i sogni sono quelle meno interessate a ricordarli. A dimostrazione di questo c'è una ricerca in occasione della quale ai partecipanti è stato chiesto di provare a ricordare i sogni. Al termine dell'esperimento, i volontari hanno confermato di essere in grado di avere visioni oniriche durante la notte e di ricordarne qualche dettaglio. Insomma, ricordare i sogni è anche una questione di allenamento.

In aggiunta, anzi, al di là di queste motivazioni, a ridurre le possibilità di ricordarci i sogni sono le patologie del sonno, come l'apnea o l'insonnia, ma anche lo stress e l'abuso di alcol e droghe.

[Foto copertina di Wokandapix]