Quando ci lamentiamo del dolore e diciamo che il mal di schiena ci sta uccidendo forse non ci stiamo sbagliando. Questo è ciò che sostengono i ricercatori della University of Sydney che sullo European Journal of Pain hanno pubblicato lo studio intitolato “Is this back pain killing me? All-cause and cardiovascular-specific mortality in older Danish twins with spinal pain” che spiega perché il mal di schiena possa davvero incrementare il rischio di morte.

Partiamo dal presupposto che lo studio è stato effettuato su 4.391 coppie di fratelli gemelli danesi over 70, quindi le persone più giovani posso preoccuparsi meno. Dalle analisi statistiche effettuate su questo campione, i ricercatori hanno scoperto che il mal di schiena, nella parte più bassa, è una delle principali cause che contribuiscono alla disabilità nel mondo, dove con disabilità si intende una riduzione della libertà di movimento e attività proprio per colpa di questo dolore.

Gli scienziati hanno messo a confronto i soggetti che non soffrivano di mal di schiena e di mal di collo con quelli che invece ne soffrivano e hanno calcolato, per questi ultimi, un rischio maggiore del 13% annuo di morire prematuramente proprio a causa di questo fastidio. Ovviamente non è il dolore in sé a incrementare le probabilità di morire, ma ciò che provoca il mal di schiena stesso, quindi quel che si cela dietro al sintomo del dolore. Ma cos'è?

Questo ancora gli scienziati non lo sanno, ma pensano che il dolore potrebbe essere parte di uno stato di salute peggiore e di una ridotta mobilità del paziente stesso: ecco perché si consiglia di fare attività fisica per mantenersi sani.

Gli scienziati con questo studio vogliono sottolineare quanto sia importante per i Paesi prendersi carico di questo disturbo che affligge molte persone e che non trova una vera e propria soluzione neanche attraverso i farmaci, come il paracetamolo o gli antiinfiammatori, che spesso hanno più effetti collaterali che curativi.

[Foto copertina di Universiy of Sydney]