Un studio nell’ambito delle neuroscienze sovverte quelle che per decenni sono state alcune delle teorie più accreditate. A partire dagli Anni 80, le ricerche hanno infatti indicato che la preferenza mostrata da alcune persone nell’utilizzare la mano sinistra più della destra sia determinata prima della nascita, probabilmente già all’ottava settimana di gravidanza, ma finora si riteneva che a definire il destrismo o il mancinismo fossero alcune differenze genetiche tra l’emisfero destro e sinistro del cervello. Un’indagine condotta da alcuni ricercatori dell’Università della Ruhr di Bochum, in Germania, in collaborazione i colleghi dell’Istituto olandese Max Planck dell’Università Radboud di Nimega e del Centro di ricerche Wallenberg della Stellenbosch University, in Sud Africa, ha però indicato che il motivo per cui alcune persone usano più la sinistra della destra non avrebbe nulla a che fare con il cervello. “I nostri risultati – rivela il gruppo di ricerca – suggeriscono che le asimmetrie di espressione genica in segmenti di midollo spinale che innervano mani e braccia possano essere fondamentali nel processo di sviluppo biologico di asimmetrie funzionali”.

La diversa attività di alcuni geni del midollo spinale

Nel corso dell’indagine (1), pubblicata sulla rivista scientifica eLife, il team ha attentamente monitorato l’espressione genica che si sviluppa durante l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione, mettendo in evidenza la diversa attività di alcuni geni nel lato destro e sinistro del midollo spinale deputato al movimento del braccio e della mano. “Per la prima volta mostriamo differenze di espressione genica biologicamente rilevanti ed è importante sottolineare che questa asimmetria è altamente specifica nello stadio di sviluppo – esaminano i ricercatori – . A otto settimane dal concepimento le asimmetrie tra le due metà del midollo spinale erano più pronunciate, con il 3,29% di tutte le trascrizioni che mostravano differenze di espressione genica, ampiamente più alte per il lato destro. Questa asimmetria è diminuita sostanzialmente allo 0,5% alla decima settimana e ulteriormente alla dodicesima (0,01%)”.

La preferenza si decide tra l'8a e la 12a settimana

In linea con le precedenti ricerche che indicano che il movimento delle mani inizia a otto settimane dal concepimento, cioè quando la corteccia motoria e il midollo spinale non sono funzionalmente collegati, che la preferenza del feto nella suzione del pollice è significativamente correlata al movimento della mano – uno studio di follow-up ha rivelato che su un totale di 75 bambini, i 60 che avevano preferito succhiare il pollice destro erano poi risultati destrorsi mentre tra i 15 che avevano invece mostrato una preferenza per il pollice sinistro, in 5 si erano rivelati ambidestri e in 10 mancini – e in considerazione anche delle influenze ambientali che possono rappresentare oltre il 75% della varianza delle asimmetrie emisferiche funzionali nell’uomo, i ricercatori ipotizzano che la diversa regolazione dell’espressione dei geni spinali possa portare a un’asimmetria comportamentale per cui, nelle successive fasi di sviluppo (quando la corteccia motoria e il midollo spinale sono collegati), questa stessa asimmetria possa riflettersi in un’asimmetria nei processi di plasticità neuronale dipendenti dall’uso nella corteccia motoria e quindi corticale.

I risultati suggeriscono un inizio spinale, non corticale, di asimmetrie emisferiche – concludono i ricercatori – , indicando un modello multifattoriale per l’ontogenesi delle stesse asimmetrie emisferiche, inclusi fattori sia genetici multipli sia epigenetici”. In altre parole, sarebbero proprio alcune differenze nell’espressione genica tra il lato destro e il sinistro del midollo spinale del feto a determinare la futura preferenza nell’uso della mano sinistra più della destra e quindi la diversità tra soggetti destrorsi, ambidestri e mancini.

(1) Ocklenburg S, et al. Epigenetic regulation of lateralized fetal spinal gene expression underlies hemispheric asymmetries. eLife https://doi.org/10.7554/eLife.22784.00https://doi.org/10.7554/eLife.22784.001