La perdita dell’udito, oltre ad essere una condizione debilitante, rappresenta un problema per la salute pubblica che riguarda milioni di persone al mondo per questo ogni giorno gli scienziati sono al lavoro per trovare una soluzione che possa andare oltre agli apparecchi acustici. Oggi una risposta potrebbe arrivare dalla tecnologia legata alle cellule staminali promossa dal professor Marcelo Rivolta della University of Sheffield: a quanto pare infatti il ricercatore sarebbe riuscito a sviluppare una cura contro la neuropatia uditiva, un disordine uditivo in cui è compromessa la trasmissione del segnale al cervello e che implica un danno al nervo cocleare.

Dopo 10 anni di ricerche, il professor Rivolta è riuscito a differenziare le cellule staminali embrionali umane in due tipologie essenziali per l’udito: i neuroni uditivi e le cellule ciliate dell’orecchio interno che possono tradurre il suono in segnali elettrici. Partendo da questo studio, i ricercatori della  Juntendo University di Tokyo si sono chiesti se fosse possibile intervenire sulla sordità ereditaria utilizzando le cellule staminali.

I ricercatori spiegano che chi soffre di questa condizione dalla nascita è portatore di una mutazione del gene Gap Junction Beta 2 che codifica la proteina connessina 26 che gli scienziati sono riusciti a riprodurre in laboratorio grazie alle cellule staminali pluripotenti indotte, quindi in cellule che non hanno la mutazione responsabile dell’assenza dell’udito. Per ora non stati effettuati studi sugli esseri umani, quindi per quanto a livello di laboratorio i risultati dimostrino che queste nuove cellule potrebbero permette ai pazienti di “sentire”, non ci resta che aspettare che gli scienziati riescano a capire come inserirle nelle nostre orecchie. A quanto pare l’attesa non sarà lunga, si parla di cinque-dieci anni.

[Foto copertina di Hans]