macchina_300milioni

La storia è di quelle incredibili, da prendere con il beneficio del dubbio. Secondo i media russi, un cittadino di Vladivostok qualche giorno fa avrebbe notato qualcosa di strano in un pezzo di carbone portato a casa come combustibile per il riscaldamento di casa. Una specie di catena dentata, metallica e di natura apparentemente artificiale, all’interno del blocco di carbone. Il buon Dmitri ha quindi contattato un biologo nel distretto vicino per avere delucidazioni. Secondo la Komsomolskaya Pravda, la struttura sembra proprio una catena dentata “simile ai pezzi spesso usati nei microscopi e in vari dispositivi tecnologici ed elettronici”. Cosa c’è di strano? Che il pezzo di carbone proviene dalle miniere di Chernogorodskiy, nella regione di Khakasis. E che l’oggetto metallico, come il carbone all’interno del quale è inserito, daterebbe 300 milioni di anni.

Un oggetto di alluminio puro – Una tecnologia sconosciuta di una civiltà dimenticata? Improbabile, dato che 300 milioni di anni fa non esistevano nemmeno i nostri più lontani antenati scimmieschi. Un pezzo di un’astronave aliena? Prove del fatto che la Terra sia stata visitata dagli extraterrestri? La fantasia corre subito a scenari del genere. Secondo The Voice of Russia, i geologi hanno estratto il pezzo di metallo e lo hanno analizzato, scoprendo che è insolitamente leggero. È composto per il 90% di alluminio e per il 2% di magnesio. L’alluminio puro, come in questo caso, è estremamente resistente all’ossidazione e ciò spiegherebbe perché il pezzo di metallo non è andato incontro alla completa corrosione, come ci si aspetterebbe dopo 300 milioni di anni. Del resto, alluminio puro è anche molto difficile da trovare in natura, cosa che ne confermerebbe la natura artificiale. Sembra difficile credere, inoltre, che in natura possano esistere forme molto simili a quelle delle moderne ruote dentate.

Scienziati scettici – Da qui, il mistero. Ma lo scetticismo è d’obbligo, in questi casi. Chissà perché, tutte le storie di ritrovamenti strani avvengono in Russia. Il geologo americano Sharon Hill definisce l’intera vicenda “risibile”. Sul sito Doubtful News scrive infatti che ci sono abbastanza campanelli d’allarme per definire la storia una semplice bufala. Per esempio, il fatto che non vi siano prove garantite dalla pubblicazione su una rivista scientifica. “Dobbiamo accettare le parole di quest’uomo sul ritrovamento?”, si chiede. A suo parere, non ci sarebbe nulla di artificiale nella struttura. “Direi che si tratta di una formazione di cristallo naturale”, è la sua spiegazione. Cosa che ritiene comunque affascinante dal punto di vista geologico, senza dover tirare in ballo l’origine aliena. I media russi sostengono che verranno effettuate ulteriori indagini. Staremo a vedere cosa ne esce fuori.