Altro che granchio, quando i ricercatori dell'Università di Southampton hanno individuato quell’insolito carapace, non avevano certamente idea di aver scoperto una rara specie di granchio Yeti. Il ritrovamento, avvenuto nel mare di Scotia, nell’Oceano Antartico, è stato descritto sulle pagine della rivista PLoS ONE, dal professor Sven Thatje.

La specie di granchio individuata, nome scientifico Kiwa tyleri, appartiene alla famiglia Kiwaidae e deve il suo insolito soprannome al colore candido della “pelliccia” che lo ricopre. Questa, a dire il vero, non è tuttavia una vera pelliccia. Il corpo dello Yeti marino è semplicemente coperto di setole e batteri che creano l'illusione che il crostaceo sia ricoperto da una peluria bianca. Il granchio prospera nelle calde acque che circondano le bocche idrotermali riscaldate dall'energia geotermica nell'East Scotia Ridge. A detta degli esperti si tratta della specie dominante in questi ambienti estremi: è possibile osservare oltre 700 esemplari per metro quadrato.

"La specie – spiega Thatje – si è adattata a questo habitat di dimensioni molto limitate, pari a pochi metri cubi di volume, molto densamente popolato, basando la propria dieta sui batteri che crescono sulle setole che formano la pelliccia che li ricopre". Soltanto gli esemplari di sesso femminile si allontanano dai camini che espellono acqua calda, e lo fanno ogni volta che devono depositare le uova, che altrimenti non sopravvivrebbero alle temperature miti apprezzate dagli adulti.