Era il 1981 quando a Gaëtan Dugas fu diagnosticato l'AIDS, pochi anni più tardi, una ricostruzione sulle origini del virus pose l'uomo al centro della diffusione delle infezioni e fu così considerato il Paziente 0. Oggi, un nuovo studio intitolato “1970s HIV-1 Genomes Reveal the Early History of the North American HIV/AIDS Epidemic” e pubblicato su pubblicato su Nature dalla University of Arizona Tucson, guidato dal professor Michael Worobey, svelerebbe una realtà molto diversa: non si sarebbe stato alcun paziente zero.

Secondo i ricercatori le esatte origini della pandemia provocata dal virus dell'HIV sarebbero ancora incerte. Dopo aver analizzato attentamente il DNA di Dugas attraverso la tecnica chiamata “orologio molecolare” (che serve per analizzare l'evoluzione molecolare), gli scienziati hanno tracciato le mutazioni del virus riuscendo a creare una mappa di come l'HIV si è spostato nel tempo e nello spazio. Cosa hanno scoperto?

Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori sono sorprendenti: il virus dell'HIV esisteva già a inizio anni '70 a New York. Ma perché questo scagiona Dugas? Fino ad oggi si riteneva che l'uomo, uno steward franco-canadese, avesse portato il virus negli USA a inizio anni '80. Secondo gli scienziati però il virus sarebbe partito dall'Africa per raggiungere i Caraibi intorno al 1967, da lì, nel 1970, si sarebbe spostato per arrivare a New York nel 1971 e infine a San Francisco intorno al 1975. Insomma, Gaëtan Dugas, morto poi nel 1984, non sarebbe stato il paziente zero.

Con il termine Paziente 0, o paziente o, si intende il primo paziente nel quale viene individuato un virus responsabile di un'epidemia, non è necessariamente il primo paziente. Il suo ruolo è fondamentale per permettere ai medici e ai ricercatori di conoscere meglio una malattia e comprenderne la sua diffusione.