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Sconfiggere il cancro con lo stile di vita? Non è così facile

Purtroppo lo stile di vita non basta, per quanto importante. Nessuno studio sostiene il contrario.
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A cura di Juanne Pili
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Ci sono tante ragioni per cui conviene scegliere uno stile di vita sano – i motivi sono spiegati nel senso stesso del termine – non si muore solo di cancro ed è anche vero che il genotipo non è detto si traduca sempre in fenotipo.

Il cancro si può prevenire. Il problema si pone quando l’ennesimo nuovo studio viene preso dalla stampa e digerito come se da solo rappresentasse tutto un insieme di altri studi, magari estrapolando frasi a effetto che fuori contesto potrebbero fuorviare non poco:

Smettiamo di credere alla fatalità e di aspettare nuove cure.

Non basta mangiare sano, fare sport e smettere di fumare per sconfiggere il cancro. Lo studio in questione è stato prodotto dai ricercatori della Harvard medical school di Boston, pubblicato su Jama oncology; rivista che “aspetta” nuove cure contro il cancro. A ben vedere i risultati della ricerca sono di tenore diverso. Facciamo notare che questo viene messo in chiaro dai ricercatori fin dalle prime righe, evidenziandone l’importanza:

Importance:  Lifestyle factors are important for cancer development. However, a recent study has been interpreted to suggest that random mutations during stem cell divisions are the major contributor to human cancer.

Lo stile di vita è davvero molto importante e può essere fondamentale. Tuttavia, un recente studio suggerisce che le mutazioni casuali, durante le divisioni delle cellule staminali, sono maggiormente responsabili del cancro umano.

Il problema di interpretazione sorge forse quando si vanno ad intervistare alcuni autori dello studio: Mingyang Song ed Edward Giovannucci, i quali giustamente forniscono saggi consigli sullo stile di vita, che tuttavia sono già conosciuti ai più. Il titolo definito “inequivocabile” dello studio non è “il cancro è prevenibile”, bensì “Preventable Incidence and Mortality of Carcinoma Associated With Lifestyle Factors Among White Adults in the United States”: Incidenza e mortalità prevenibile di carcinoma, associato a fattori di stile di vita tra gli adulti bianchi negli Stati Uniti.

I risultati della ricerca, che riguardano soggetti americani, si basano su un campione di quasi novantamila donne e oltre quarantaseimila uomini. Le conclusioni confermano ciò che già sospettavamo: buona parte dei tumori potrebbe essere prevenuta attraverso la modifica dello stile di vita, la prevenzione primaria deve quindi rimanere una priorità per il controllo del cancro. Da qui a sostenere che questo basti a prevenire l’insorgenza dei tumori, escludendo “fatalità” come la predisposizione genetica ce ne passa.

Una questione di screening. Per quanto sia stata riscontrata una riduzione del rischio dal 20 al 40% con uno stile di vita sano, l'interpretazione della stampa nostrana generalizza eccessivamente. L'articolo originale vede nello screening il focus principale: fare i controlli giusti, all'età giusta, quando si riscontrano determinati fattori di rischio. Stando allo studio l'associazione tra stile di vita sano e meno casi di cancro, dipenderebbe dal fatto che i soggetti analizzati sono più portati a effettuare maggiori controlli, ed è assodato che sussista un divario del 90% tra fumatori e non. Questo significa che almeno da questo punto di vista non abbiamo scuse: l'unico vero cambiamento di stile di vita capace di ridurre il rischio di tumore ai polmoni è smettere di fumare.

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