Matteo Salvini ci fa sapere di avere l'orzaiolo e per curarlo ha scelto di seguire i consigli della sua ‘nonnina', quindi impacchi di camomilla e guardare nella bottiglia dell'olio. Il tweet che racconta le sue condizioni di salute ha scatenato l'ironia del web e ha visto coinvolto lo scienziato d'Italia Roberto Burioni chiamato in causa dagli utenti. Burioni non si è lasciato scappare l'occasione e ha spiegato che, per curare l'orzaiolo, "Salvo rarissime eccezioni l’orzaiolo guarisce spontaneamente quindi va bene qualunque cosa innocua, anche l’ascolto dei successi di Julio Iglesias".

Ma cos'è l'orzaiolo? L’orzaiolo è quella formazione di pus sull’occhio localizzata alla radice di un ciglio e che è causata da infezione batterica. Con sintomi tipici, l’orzaiolo è di facile cura, ma non deve essere toccato per evitare che si estenda. Vediamo insieme cos’è esattamente l’orzaiolo, la cause della sua formazioni, i sintomi specifici, i rimedi e la prevenzione.

Cos’è l’orzaiolo

Si chiama orzaiolo ed è una formazione di pus che si sviluppa alla radice di un ciglio sull’occhio in seguito alla degenerazione delle ghiandole associate proprio al follicolo pilifero ciliare. L’orzaiolo può formarsi in punti diversi dell’occhio a seconda della ghiandola che coinvolge:

  • Bordo esterno della palpebra se coinvolge la ghiandola di Zeiss, che produce il grasso
  • Bordo interno della palpebra se coinvolge la ghiandola del Meibomio, che produce i lipidi delle lacrime.

I sintomi dell’orzaiolo

L’orzaiolo si presenta con sintomi tipi come iniziale dolore alla palpebra, cui seguono arrossamento e rigonfiamento (nella parte interna o esterna delle palpebra stessa a seconda, come dicevamo, della ghiandola coinvolta).

Le cause dell’orzaiolo

A provocare l’orzaiolo è un’infezione di origine batterica, nello specifico parliamo di batteri della famiglia degli stafilococchi. Questa porta ad una formazione di pus, detta necrosi suppurativa.

Rimedi, cura e prevenzione dell’orzaiolo

L’orzaiolo tende a risolversi da solo, ma nel caso in cui dovessero persistere, può essere trattato con colliri antibiotici ed è fondamentale evitare di bucarlo o spremerlo per far uscire il pus, questo infatti rischierebbe di portare ad un’estensione dell’infezione e a rendere la guarigione più lenta. Per prevenire, bisogna evitare di toccargli gli occhi con le mani sporche che potrebbero contenere i batteri responsabili dell’infezione. Per la diagnosi e la cura si consiglia sempre di evitare il fai-da-te e di far riferimento al proprio medico o ad un oftalmologo.