Siamo abituati a considerare gli effetti del riscaldamento climatico a livello globale senza soffermarci realmente su cosa stia accadendo nel nostro Paese. Se sappiamo che la barriera corallina sta lentamente scomparendo così come siamo a conoscenza dello scioglimento dei ghiacciai al Nord, poco conosciamo di cosa avviene in Italia. Uno studio di Confagricoltira mostra i mutamenti climatici nel nostro Paese negli ultimi anni e sottolinea come l'aumento delle temperature stia effettivamente modificando gli eventi atmosferici che viviamo ogni giorno.

Dagli anni '80 ad oggi, il clima è infatti cambiato sensibilmente. Pensiamo anche solo all'inverno appena concluso, che forse non è mai iniziato, così come alle prime giornate primaverili arrivate quando, da calendario, avremmo dovuto patire il freddo. Lunghi periodi di siccità, seguiti da altri con precipitazioni molto intense, tempeste di vento e mareggiate, corsi d'acqua che esondano, frane e ghiacciai che si fanno sempre più piccoli. Questo è ciò che sta accadendo al Bel Paese e che è sotto gli occhi di tutti.

I cambiamenti climatici di cui sopra portano anche diversi fenomeni che hanno un ulteriore impatto sulla nostra vita: per fare un esempio ci basti pensare a come eccessive piogge o siccità possano portare ad un'alterazione del ciclo biologico di frutta e verdura che si traducono in anticipi di vegetazione e fioritura. Insomma, quello che per noi rappresenta un settore importante, quello delle coltivazioni agricole, sta soffrendo molto.

Parlando di temperature, dal 1961 ad oggi si registra un incremento che è riassumibile nel picco del 2014 con i suoi 1,57 °C in più rispetto alla media. Cosa ha provocato questo incremento? Non è chiaro se sia da attribuire alla crescita delle emissioni di gas serra (+11%), si potrebbe anche pensare che quello di 2 anni fa sia stato un caso eccezionale, solo i prossimi anni potranno dircelo, resta evidente però che i giorni di gelo sono sempre meno, mentre sono sempre di più i giorni di caldo consecutivi.

Parlando di piovosità, i dati dimostrano che sta diminuendo al nord e crescendo al sud, quanto all'evapotraspirazione invece le cifre mostrano una generale crescita e quindi un maggiore rischio di desertificazione.

Guardando gli ultimi periodi, tra il novembre 2015 e il febbraio 2016, gli incrementi di temperatura hanno attivato la vegetazione prima dei tempi previsti, la carenza di precipitazioni ha messo a rischio la crescita delle coltivazioni senza l’intervento dell’irrigazione e l'esposizione delle colture, per effetto delle temperature elevate fuori stagione, a portato ad attacchi parassitari inconsueti. Insomma, il riscaldamento globale sta portando il clima mite del nostro Paese a cambiare, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?