Il nuovo report IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è appena stato pubblicato, al suo interno troviamo le condizioni in cui abbiamo ridotto il nostro Pianeta e quali sono i danni che abbiamo provocato alla criosfera e agli oceani. Vediamo insieme quali rischi stiamo correndo e se abbiamo ancora modo di recuperare questa situazione tragica che stiamo vivendo e di cui siamo causa.

L’incremento delle temperature a livello globale è un problema di cui siamo ormai tutti consapevoli, siamo 1°C sopra i livelli dell’età preindustriale e, per evitare di superare il limite di 1,5°C (massimo 2°C), è necessario intervenire riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica che stanno provocando il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici.

Gli oceani sotto attacco

Per anni abbiamo sottovalutato gli effetti dell’innalzamento delle temperature sugli oceani, oggi ci ritroviamo con un mare più acido, più caldo e meno produttivo. L’oceano ad oggi raccoglie il 90% del calore in eccesso nel sistema climatico ed entro il 2100 questo dato è destinato a salire, con conseguenze sugli ecosistemi che porteranno ad una drastica riduzione dei pesci nel mare. Questo significa che il settore della pesca e quello alimentare saranno messi a dura prova se non limiteremo il nostro inquinamento.

Gli effetti sulle montagne

Il riscaldamento globale sta duramente colpendo anche le regioni montane con conseguenze sulla vita di tutti i giorni, anche di coloro che non vivono in questi ambienti. La perdita dei ghiacciai, che toccherà l’80% entro il 2100 per quanto riguarda quelli più piccoli in Europa, Africa, Andre e Indonesia, porterà ad una riduzione dell’acqua a disposizione, fondamentale risorsa per l’agricoltura e per l’energia idroelettrica.

I ghiacciai si sciolgono e il livello del mare aumenta

Il caldo anomalo sta portando anche alla perdita dei ghiacciai e della calotta di ghiaccio polare, l’immissione di enormi quantità di acqua in mare che ne consegue porterà ad un innalzamento del livello del mare che nel XX secolo è stato di 15 centimetri e che oggi è più accelerato: si calcola che entro il 2100 il livello del mare sarà superiore di 30-60 centimetri, se riusciremo a restare sotto all’incremento delle temperature di 2°C, e di 60-110 centimetri se invece supereremo questo limite.

Eventi estremi e livello del mare

L’innalzamento del livello del mare ha conseguenze preoccupanti perché porterà ad un maggior frequenza di eventi estremi, come mareggiate e tempeste. A questi dobbiamo aggiungere la distruzione di intere aree costiere sommerse dall’acqua, alcune isole non potranno più essere abitabili e aumenteranno anche i cicloni tropicali e le piogge, che ci minacceranno se oggi non limitiamo le emissioni di CO2, definitivamente.

Il declino del ghiaccio marino artico

Il ghiaccio marino artico si sta riducendo sia in larghezza, sia in spessore e tutto questo a causa dell’incremento medio delle temperature a livello globale. Le popolazioni dell’Artico stanno già facendo di tutto per riadattare la loro vita alle nuove condizioni e alcune comunità sulla costa stanno per trasferirsi definitivamente in altri luoghi. Quanto al permafrost, terreno ghiacciato, è destinato a ridursi del 25% entro il 2100, anche se resteremo sotto i +2°C, diversamente, se le temperature dovessero incrementare ulteriormente, il rischio è di perderne il 70%. Il problema è anche che il permafrost trattiene grandi quantità di carbonio organico, quasi il doppio di quello che c’è nell’atmosfera, se questo si scioglie, il carbonio viene liberato nell’atmosfera portando ad un ulteriore incremento di gas serra, con le conseguenze negative che conosciamo.

Cosa dobbiamo fare?

Gli esperti che hanno pubblicato il report non hanno dubbi: “Saremo in grado di mantenere le temperature sotto i 2°C solo se applicheremo cambiamenti drastici in tutti gli aspetti della società, inclusi energia, territori ed ecosistemi, ma anche nei contesti urbani, nelle infrastrutture e nell’industria. Insomma, sì, la situazione è gravissima, ma possiamo ancora riuscire a salvarci: non sarà facile, ma almeno è possibile.