Carola Iacchini è morta a 17 anni improvvisamente, la sua scomparsa, grazie alla scelta dei genitori, ha permesso a 7 persone di continuare a vivere. Tra queste c'è anche una donna di 57 anni di Torino che, affetta da una forma grave di fibrosi polmonare idiopatica, è riuscita ad evitare l'ossigeno-terapia a vita grazie ad uno dei polmoni della ragazza di Biella. La notizia ha dello straordinario perché, in teoria, i polmoni donati dalla ragazza erano inutilizzabili poiché malati e danneggiati da un'embolia polmonare massiva.

A rendere possibile il trapianto è stato l'utilizzo di una nuova tecnica, chiamata “Ex vivo Lung Perfusion” (ricondizionamento di polmone ex-vivo) che consiste nell'eliminare dal polmone i danni che di solito rendono l'organo inutilizzabile. L'operazione richiede circa 4 ore di trattamento al termine del quale i medici confermano, o meno, l'utilizzabilità del polmone. Nel caso di Torino, il recupero è andato a buon fine e la paziente ha potuto ottenere il trapianto.

L'operazione, la prima in Italia e la seconda nel Mondo, si è svolta tra il 4 e il 5 dicembre presso il reparto di Cardiochirurgia dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino per mano del professor Mauro Rinaldi e del dottor Paolo Lausi. Il ricondizionamento ha permesso di recuperare le arterie ostruite dall'embolia polmonare che non avrebbero permesso al cuore di funzionare.

La paziente che ha ricevuto il polmone ricondizionato era affetta da fibrosi polmonare idiopatica, una malattia rara che comporta la formazione di tessuto fibroso nei polmoni la cui conseguenza è l'insufficienza respiratoria. La malattia viene trattata, oltre che con il trapianto, o con i farmaci, che alleviano i sintomi, o con l'ossigeno-terapia a lungo termine, che consiste nella somministrazione di ossigeno.

Sempre presso l'ospedale di Torino, i medici hanno trapiantato il fegato di Carola che ha donato anche le cornee e i reni.

[In foto un polmone mentre viene rigenerato]