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Ricostruire attraverso gli scheletri una storia di 11000 anni fa: come l'agricoltura giunse in Europa

Una ricerca dell’Università di Tolosa ha ricostruito, tramite l’analisi del DNA di alcuni scheletri di 5000 anni fa, la possibile storia di come l’agricoltura, dal Medio Oriente, arrivò in Europa.
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A cura di Nadia Vitali
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A picture taken on September 16, 2010 sh

In Medio Oriente, lungo le rive del fiume Giordano, 11 000 anni fa nasceva l'agricoltura: prima grande e vera rivoluzione per la nostra specie, che avrebbe reso l'uomo sedentario e maggiormente incline alla socialità e a fondare città e civiltà, creando così le prime aggregazioni urbane. Oggetto di interesse da sempre da parte degli studiosi sono le strade lungo le quali questa fantastica scoperta sarebbe giunta fino ai lidi della nostra Europa. Un recente studio su alcuni scheletri che datano 5000 anni di vita, rinvenuti in alcune caverne del Sud della Francia, rivelerebbe interessanti dettagli sulle strutture familiari e sociali della vita degli uomini del neolitico, nonché che la via di penetrazione della nuova tecnica sarebbe stata non solo il centro Europa, come si è sempre pensato, ma anche il Mar Mediterraneo.

La diffusione dell'agricoltura, infatti, ha sempre destato numerosi quesiti nei ricercatori che si sono spesso interrogati se le idee fossero viaggiate in assenza degli uomini o se, piuttosto, grandi movimenti migratori fossero stati all'origine del fenomeno; e, se così fosse stato, grande interesse era concentrato sulle strade attraverso le quali, tale innovazione avrebbe raggiunto il cuore dell'Europa. Dunque, quale strumento migliore per giungere ad una conclusione, se non un'analisi tramite i DNA proprio di quegli agricoltori del neolitico?

Ma dai primi dati che emergevano tramite la comparazione del DNA, inizialmente, gli scienziati si erano trovati dinanzi ad una situazione ancora più confusa: se, infatti, lo studio del cromosoma Y, che si trasmette per via paterna, sembrava suggerire che fossero stati proprio degli agricoltori in carne ed ossa a spostarsi verso l'Ovest, cercando nuove terre ed arrivando eventualmente fino alle isole britanniche, di contro, l'analisi del DNA mitocondriale, ereditario per sola via materna, sembrava portare a conclusioni opposte, ovvero che la zona di origine di quegli individui fosse inequivocabilmente l'Europa.

Per lo più, si è creduto di conciliare questi due dati apparentemente in contrasto sostenendo che gli uomini che si spostarono verso l'Europa lo avrebbero fatto da soli, prendendo successivamente le donne che trovarono in Europa quando vi giunsero. La conferma è arrivata da una ricerca condotta da un gruppo di studiosi guidati dall'antropologa Marie Lacan dell'Università di Tolosa, riportata da Science. La squadra ha lavorato sul DNA di 24 scheletri di individui rinvenuti in quello che si suppone fosse una sorta di cimitero, ovvero nella grotta di Treilles, nel Sud della Francia, dove nel 1930 vennero ritrovati i resti di 149 persone.

La scoperta è stata che, effettivamente, il lignaggio degli individui femminili era differente da quello dei maschi: il DNA mitocondriale, femminile, mostrerebbe chiaramente le proprie radici ben piantate nella realtà centro europea di cacciatori e raccoglitori, mentre il cromosoma Y, maschile, presenterebbe delle affinità con le popolazioni mediterranee attuali delle regioni del Sud dell'Europa, quali Italia, Portogallo, Turchia e Cipro. Il che ha portato gli studiosi ad una logica conclusione: la via d'ingresso dell'agricoltura in Europa non è stata solo quella dal centro, come si credeva, ma anche quella dal Sud.

Inoltre altri dettagli sono stati rilevati: la parentela tra diversi degli scheletri maschili, lascia intuire che già un istituto culturale patriarcale dovesse essere presente, in cui gli uomini, una volta preso possesso di un territorio, prediligevano una donna delle regioni circostanti. L'assenza dell'enzima che permette agli adulti di digerire il latte, inoltre, è assente nel DNA degli scheletri maschili: proprio come in quello delle popolazioni mediterranee, abituate a consumare latte di capra con minor livello di lattosio. Ulteriore conferma di una storia affascinante che un mucchio di teschi ed ossa è riuscita a raccontarci.

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