Ci sono due nuovi guerrieri nella lotta contro la resistenza ai farmaci, si tratta di due nuovi antibiotici che sono in grado di sconfiggere i super batteri Gram-positivi e Gram-negativi e che nel tempo, a loro volta, non portano a resistenza quando utilizzati per curare le infezioni nei topi. Vediamo insieme i dettagli di questa scoperta importantissima per il futuro della nostra salute.

Abbiamo bisogno di nuovi guerrieri. La resistenza agli antibiotici sta diventando sempre di più un problema per la nostra salute: in pratica i batteri delle infezioni, anche delle più banali, stanno diventando forti a sufficienza da contrastare l’effetto dei farmaci, di fatto permettendo alle infezioni stesse di non essere curate, con conseguenti e pericolosi rischi, anche quello di morire per una banalità. Banalità nel senso per un’infezione che fino a poco tempo fa era curabile con un antibiotico oggi inutile per alcuni pazienti. Possiamo immaginarci come sarebbe un futuro in cui non esiste la possibilità di cure.

No alla resistenza. Per scongiurare il peggio, gli scienziati sono al lavoro da anni ormai. Adesso ci fanno sapere di aver identificato una nuova tossina batterica che è stata trasformata in un potente antibiotico attivo contro vari batteri responsabili di infezioni negli essere umani, sia Gram-positivi che Gram-negativi. “Ci siamo accorti che una tossina prodotta dallo Stafilococco Aureo, il cui ruolo è facilitare l’infezione, è anche in grado di uccidere altri batteri presenti nel nostro corpo”, spiegano gli scienziati che hanno così identificato la molecola con proprietà sia tossiche, sia antibiotiche, e sono intervenuti su questa dando vita alla sintesi dei ‘peptidomimetici’, cioè peptidi ispirati dai peptidi batterici naturali che sono però ‘accorciati’ e modificati.

Due nuove armi contro la resistenza agli antibiotici. Tra le 20 molecole create, due si sono dimostrate efficaci contro i batteri Pseudomonas aeruginosa e Stafilococco Aureo nei tipo in casi di infezioni della pelle e sepsi gravi. Questi due composti sono ben tollerati nella loro dose attiva, e anche con dose da 10 a 50 volte superiore a quella efficace, e non hanno mostrato tossicità renale, come di solito avviene in questi casi. E non è tutto. Questi due nuovi antibiotici, pur rimanendo a contatto per giorni con gli animali, non hanno dato segni di resistenza. “Pensiamo che queste due nuove molecole possano rappresentare candidati promettendo per lo sviluppo di nuovi antibiotici che possono rappresentare trattamenti alternativi contro la resistenza agli antibiotici” concludono gli esperti che fanno sapere di essere pronti a passare ai test sugli animali.

Lo studio, intitolato "Novel antibiotics effective against gram-positive and -negative multi-resistant bacteria with limited resistance", è stato pubblicato su PLOS Biology.