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La resistenza agli antibiotici è legata ai cambiamenti climatici, questo significa che l’incremento delle temperature sta rendendo sempre più forti i batteri, con un conseguente rischio per la nostra salute. La notizia arriva dall’Institute of Infection Control and Infectious Diseases, University Medical Center Göttingen (UMG) che, in collaborazione con l’Hannover Medical School (MHH), ha pubblicato uno studio all’interno del quale ci viene spiegato cosa sta succedendo: ecco cosa c’è da sapere.

Batteri e cambiamenti climatici. I ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale su 30 paesi Europei per verificare il livello di resistenza agli antibiotici di diversi batteri quali Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli e Staphylococcus aureus in base ai dati pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) negli ultimi sei anni. Dalle analisi effettuati è emersa un’associazione significativa tra i batteri sopra elencati e l’aumento delle temperature medie durante la stagione calda.

Un’associazione preoccupante. Le conclusioni a cui sono arrivati gli autori dello studio è che esiste un’associazione nuova tra la resistenza agli antibiotici e i fattori climatici europei, questo rivela inoltre due aspetti importanti: i fattori climatici contribuiscono significativamente alla previsione di resistenza agli antibiotici in diversi sistemi sanitari e società, mentre i cambiamenti climatici potrebbero aiutare addirittura l’incremento della trasmissione della resistenza agli antibiotici, in particolari ai carbapenemi.

Conclusioni. Gli esperti spiegano che certo le conclusioni a cui sono arrivati gli esperti sono ancora ipotetici, ma rappresentano comunque un importante punto di partenza per comprendere meglio cosa aiuta la diffusione della resistenza agli antibiotici, prima che i cambiamenti climatici diventino ancor più evidenti, con un potenziale rischio per la nostra salute: se un domani gli antibiotici non dovessero riuscire a ‘sconfiggere’ i batteri, potremmo non riuscire a guarire in caso di contagio.