Dalla Cina arriva un nuovo materiale formato da strati microscopici di cobalto capaci di trasformare il diossido di carbonio in formiato di metile, un combustibile che può essere bruciato con sottoprodotti non tossici e utilizzato come fonte di energia pulita. Se quanto scoperto dovesse trasformarsi in pratica comune, potremmo riuscire a trovare una via per sfruttare le tonnellate di CO2 che immettiamo nell'atmosfera ogni anno e che sono responsabili dell'inquinamento che rende l'aria irrespirabile.

Lo studio, intitolato “Partially oxidized atomic cobalt layers for carbon dioxide electroreduction to liquid fuel”, è stato pubblicato su Nature e potrebbe segnare un grande passo in avanti nella lotta contro il riscaldamento globale provocato proprio dalle emissioni di CO2.

In cosa consiste questo nuovo materiale? È costituito da sottilissimi strati di cobalto e un mix di cobalto e ossido di cobalto e sottoposto ad un processo di elettroriduzione che porta una piccola corrente elettrica attraverso il materiale al fine di modificare la struttura molecolare della CO2 dal suo interno. Questo porta alla realizzazione del combustibile che produce più energia di quanta ne serva per crealo.

I test effettuati per ora in laboratorio hanno dimostrato che il nuovo materiale è in grado di dar vita ad una “densità di corrente stabile di circa 10 milliampere per centimetro quadrato e per circa 40 ore di fila, con quasi il 90% di selettività del formiato di metile ad una sovratensione di soli 0,24 volt”, come spiegano gli stessi ricercatori. Questi risultati superano già quelli ottenuti da altri metalli analizzati in precedenza in condizioni simili.

Non possiamo ancora fare i salti di gioia perché questo materiale realizzato dal China's Hefei National Laboratory for Physical Sciences deve ancora trovare applicazione nella tecnologia commerciale in modo da poter essere realmente sfruttato anche fuori dal laboratorio.