Lesioni ai piedi nei pazienti con COVID–19
in foto: Lesioni ai piedi nei pazienti con COVID–19

Un crescente numero di studi indica che, oltre ai polmoni, l’infezione da nuovo coronavirus può colpire anche altre parti del corpo. Diverse segnalazioni suggeriscono che i pazienti con malattia grave possano mostrare sintomi della pelle, come eruzioni cutanee e lesioni spesso localizzate su mani e piedi. In particolare, una recente pubblicazione rivela che la loro presenza può essere dovuta all’anomala formazione di coaguli di sangue, uno degli eventi più pericolosi associati a Covid-19 perché può portare a conseguenze potenzialmente letali, come ictus, embolie polmonari, infarti e altre pericolose complicazioni.

Nel documento pubblicato su Jama Dermatology, i ricercatori hanno descritto il quadro clinico di quattro pazienti ricoverati in due ospedali di New York City dal 13 marzo al 3 aprile 2020 per i quali si era reso necessario il ricovero in terapia intensiva e l’intubazione. Tutti e quattro avevano manifestato rash cutaneo a carico delle estremità del corpo che aveva richiesto il consulto degli specialisti in dermatologia.

Dalla diagnosi era emerso che si trattava di “livedo racemosa”, una manifestazione cutanea caratterizzata da uno scolorimento marmoreo o screziato della pelle con chiazze di colore blu-violaceo, e di “porpora retiforme” una lesione necrotica dovuta alla mancata irrorazione degli strati superiori dell’epidelio con conseguente formazione di croste rosse sulla pelle. Secondo i ricercatori, entrambe le complicazioni erano “manifestazioni tipiche” della presenza di coaguli nei vasi sanguigni periferici nonostante, al momento del ricovero, tutti i quattro pazienti avessero ricevuto terapia anticoagulante.

Il documento non è il primo a mettere in evidenza che l’infezione da nuovo coronavirus può portare a questo tipo di conseguenze e che non sempre i pazienti con malattia grave rispondono alla terapia anticoagulante. In ogni caso i risultati rappresentano un’ulteriore indicazione per i professionisti sanitari affinché considerino le manifestazioni cutanee come il potenziale segnale della presenza di coaguli nella circolazione sanguigna.