Coronavirus
12 Maggio 2021
19:11

Questo nuovo test Covid è ultrasensibile e rileva anche i virus dell’influenza

L’innovativo approccio diagnostico si basa su un chip in grado di identificare più antigeni virali con un singolo tampone nasale: “Può trovare impiego nell’ambito delle analisi mediche a domicilio e nei siti di cura e assistenza dei pazienti”.
A cura di Valeria Aiello
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Un innovativo test per il coronavirus, messo a punto da un team di ricerca dell’Università della California a Santa Cruz, è in grado di rilevare in maniera ultrasensibile anche i virus dell’influenza stagionale. L’identificazione avviene simultaneamente, a partire da un singolo tampone nasale, e nel primo prototipo descritto in un nuovo lavoro su PNAS, consente di individuare la presenza sia di Sars-Cov-2, sia il virus dell’influenza A, con la possibilità di estendere la ricerca a molti altri patogeni. Un ampliamento reso possibile grazie a un pionieristico approccio diagnostico che sfrutta un chip capace di rilevare più antigeni contemporaneamente. “È un modo completamente nuovo di cercare biomarcatori molecolari –  ha precisato Holger Schmidt, professore di elettrotecnica e ingegneria informatica presso l’Università della California a Santa Cruz e autore senior dello studio – . Il chip su cui si basa su un biosensore che può identificare singolarmente gli antigeni di più malattie, non solo quelle infettive ma qualsiasi altro biomarcatore utilizzato nei test medici”.

Per sviluppare il test, il team di ricerca ha implementato la tecnologia dei cosiddetti chip optofluidici con un dispositivo microfluidico per la manipolazione di campioni di liquidi su chip e l’analisi ottica delle singole molecole. La rilevazione avviene infatti tramite una sonda fluorescente che permette il riconoscimento delle diverse molecole senza necessità di amplificazione, dunque bypassando parte della complessità dell’analisi molecolare.

Configurazione del chip optofluidico per il rilevamento rapido di singoli antigeni di SARS–CoV–2 e influenza A.
Configurazione del chip optofluidico per il rilevamento rapido di singoli antigeni di SARS–CoV–2 e influenza A.

Il metodo analitico utilizzato è quello del “sandwich di anticorpi” comunemente utilizzato per i test immunologici e che prevede l’utilizzo di specifiche immunoglobuline per l’antigene bersaglio unite a microsfere magnetiche, in modo che qualsiasi antigene bersaglio presente nel campione possa risultare legato alle microsfere. “Dopo il lavaggio, viene aggiunto un secondo anticorpo con il marker fluorescente – spiegano i ricercatori in una nota – . Questo si lega a qualsiasi antigene bersaglio presente sulle microsfere e successivamente può essere tagliato dalla luce ultravioletta, che rilascia i marker fluire attraverso il chip di rilevamento dove vengono rilevati uno per uno”.

Per distinguere i due virus, i ricercatori hanno utilizzato un marker verde per l’anticorpo del coronavirus e un marker rosso per quello antinfluenzale, mostrando la rilevazione dei diversi complessi nonché l’assenza di falsi positivi per questo test. “L’approccio introduce prospettive per l’analisi multitarget (ad esempio proteine e acidi nucleici) che possono trovare impiego non solo nella diagnostica delle malattie infettive, ma anche nell’oncologia e in altri ambiti di ricerca – indicano gli studiosi – . Ciò richiederà lo sviluppo di prodotti su scala industriale, che potrebbero trovare impiego anche nell’ambito delle analisi mediche a domicilio e nei siti di cura e assistenza dei pazienti”.

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