Se a colpo d'occhio sembrano splendidi e affascinanti, le centinaia di laghi comparsi in Antartide orientali stanno in realtà facendo preoccupare gli scienziati che si occupano dei danni provocati dal riscaldamento climatico di cui è responsabile l'essere umano. Quelli che vediamo sono in fatti laghi supraglaciali, cioè laghi che si formano sopra i ghiacciai, pozze per intenderci, che possono estendersi per parecchi chilometri e raggiungere importanti profondità. Detta così non sembrerebbe preoccupante, però la presenza dei laghi supraglaciali in Antartide orientale è la dimostrazione, per i ricercatori, che il riscaldamento globale ha toccato anche quest'area della Terra che sembrava immune all'innalzamento delle temperature.

Dalle analisi effettuate tra il 2000 e il 2013, i ricercatori hanno scoperto la presenza di quasi 8.000 laghi supraglaciali in quest'area che, a quanto pare, sarebbero i responsabili dello scioglimento della Groenlandia, ma perché? D'estate, quando la temperatura si scalda, questi laghi si formano sulla superficie dei ghiacciai e piano piano crescono e si estendono fino all'oceano. Di solito questi laghi si righiacciano con l'abbassarsi delle temperature, ma non è sempre così. È stato dimostrato infatti che in Groenlandia in molti casi i laghi erodono e indeboliscono la struttura del ghiacciaio stesso accelerandone la distruzione. Ci basti pensare al caldo record degli ultimi 11 mesi di fila per immaginarci quale possano essere stati i danni dei laghi supraglaciali nel 2016.

Responsabile infatti dell'incremento del numero di questi laghi è ancora una volta il riscaldamento globale. Gli scienziati sono ora molto preoccupati perché anche questa zona, un tempo immune agli effetti del nostro inquinamento, adesso sembrerebbe accusare il colpo.

Lo studio, intitolato “Seasonal Evolution of Supraglacial Lakes on an East Antarctic Outlet Glacier”, è stato pubblicato su Geophysical Research Letters.

[Foto di NASA]