Dal sito archeologico israeliano di Abel Beth Maacah è emersa la preziosa testa di una piccola statua di 3mila anni, che potrebbe svelare alcuni misteri contenuti nella Bibbia ebraica. L'antica città di Abel Beth Maacah, sita al confine settentrionale di Israele a un paio di chilometri da Metulla, è stata infatti citata diverse volte nell'Antico Testamento; all'epoca si trattava di una vera e propria roccaforte – probabilmente una cittadella fortificata – che collegava i regni di Damasco, Israele e Tiro.

Il reperto rinvenuto dagli archeologi del Dipartimento di Studi Biblici e Religiosi dell'Università Azusa Pacific, in collaborazione con i colleghi dell'Università ebraica di Gerusalemme, potrebbe addirittura raffigurare uno dei re che si contesero quei territori tra il 900 e l'800 avanti Cristo. La ragione risiede nella certosina lavorazione della piccola testa, che misura 5,1 x 5,6 centimetri. A stupire non è la sola qualità del materiale, una ceramica smaltata chiamata faience, ma anche quella dei dettagli, incredibili per la sua epoca. Il taglio dei lunghi capelli neri, la barba, gli occhi a mandorla ben definiti e l'espressione seria del volto suggeriscono che possa trattarsi di un personaggio estremamente influente, come appunto un re, le cui ‘gesta' sono narrate nel libro sacro.

“Nonostante l'aspetto piccolo e innocuo della testa – ha sottolineato il professor Robert Mullins, capo archeologo della spedizione Abel Beth Maacah, docente presso l'ateneo di Azusa (California) – ci offre un'opportunità unica di guardare negli occhi una persona famosa del passato; un passato consacrato nel Libro delle Ere (la Bibbia ebraica ndr)”. “Dato che la testa è stata trovata in una città posta al confine di tre diversi regni antichi – ha aggiunto Mullins – non sappiamo se raffigurasse personaggi come il re Acab di Israele, il re Hazael di Aram-Damasco o il re Ethbaal di Tiro, regnanti conosciuti dalla Bibbia e da altre fonti. La testa rappresenta un enigma reale”.

Credit: Robert Mullins
in foto: Credit: Robert Mullins

Il reperto è stato trovato a luglio 2017 nella stanza più orientale del sito di Abel Beth Maacah, che i ricercatori stanno analizzando da 5 anni. L'ha fatta emergere Mario Tobia, uno studente di ingegneria dell'Università di Gerusalemme; era nascosta sotto una piccola zolla di terra. Assieme alla testa, che doveva essere collegata a un corpo lungo una ventina di centimetri, gli archeologi hanno rinvenuto anche il modellino di una nave fenicia finemente decorato, segnale che nell'antica cittadella molto probabilmente si praticava una raffinata metallurgia.

I dettagli sul reperto, ora esposto al Museo israeliano di Gerusalemme, sono stati recentemente presentati alla comunità archeologica israeliana al 44° Congresso Archeologico Annuale dell'Università Ben Gurion del Negev, mentre a breve uscirà un articolo più dettagliato sulla rivista scientifica Near Archeology. La testa è stata posizionata su un piedistallo motorizzato che permette ai visitatori di ammirare tutti i suoi dettagli.

[Credit: Università di Gerusalemme]