La nostra aspettativa sul dolore ci influenza e ci fa sentire più o meno male, questo è quanto sostengono i ricercatori della University Of Colorado che hanno osservato il comportamento del cervello in relazione a diversi stimoli su soggetti le cui aspettative del dolore erano differenti. Ma vediamo nel dettaglio cosa significa che il dolore può essere una profezia che si auto avvera.

Più ci pensiamo, più fa male. Gli scienziati ci spiegano di aver scoperto che più ci aspettiamo di provare dolore, più lo proveremo. Per giungere alla conclusione che le nostre aspettative siano in grado di influenzare l'intensità del dolore, gli scienziati hanno osservato il comportamento del cervello di un gruppo di soggetti.

Lo studio. A 34 persone, i ricercatori hanno chiesto di associare un simbolo a più o meno calore e ad un altro più o meno dolore. Successivamente, i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale che misura il flusso del sangue nel cervello e quindi l'attività neurale. Per 60 minuti, ai soggetti sono stati mostrati alcuni simboli, le parole Alto e Basso o le lettere A e B ed è stato chiesto loro di valutare quanto dolore potessero fare. Terminata questa parte di test, alle persone sono state applicate diverse fonti di calore, indolori, sull'avambraccio e la gamba, ed è stato chiesto loro di valutare il livello di dolore.

I risultati. Dall'osservazione dell'attivazione del cervello, i ricercatori hanno notato che più i soggetti si aspettavano di sentire caldo, più le aree coinvolte con la paura si attivavano. In generale, le regioni coinvolte nel dolore risultavano ancor più attiva quando il soggetto veniva sottoposto allo stimolo reale: insomma provavano più dolore di quanto avrebbero dovuto.

La paura rovina il futuro. E non è tutto. I ricercatori hanno scoperto che più i soggetti tendevano ad avere aspettative negative in merito al dolore, più ne sentivano anche quando avevano già provato lo stimolo, e quindi si sarebbero dovuti rendere conto che in fondo non faceva così male.

L'utilità di questo studio. Secondo gli scienziati, quanto scoperto potrebbe aiutare ad ottimizzare il recupero dei pazienti che potrebbero essere rieducati a modificare le loro aspettative, invertendo il circolo vizioso in virtuoso: meno dolore ci si aspetta, meno dolore si prova.